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PROFILO/ Il visionario della politica

“Un visionario”, così l’ha definito Beppe Grillo. E probabilmente è questa la parola che meglio definisce Gianroberto Casaleggio: imprenditore, co-fondatore del M5S, mass-mediologo, esperto del web, un politico atipico. Nato a Milano 61 anni fa, Casaleggio ha mosso i suoi primi passi nell’informativa presso l’Olivetti negli anni ’70. Non brilla, non eccelle, non viene ricordato. In seguito si mette in proprio e fonda in joint venture la Webegg, società di consulenza e comunicazione per grandi aziende. Anche in questo caso non diventa un manager da copertina, tutt’altro. La svolta arriva nel 2004 quando dà vita alla Casaleggio Associati, nella quale figura anche il figlio Davide avuto dal suo primo matrimonio, ed inizia ad interessarsi di politica. Non si saprà mai perché e a che punto scatta la scintilla. Nel 2005 l’incontro con Beppe Grillo: Casaleggio crea sul web il blog per raccogliere i fan degli spettacoli del comico genovese e pubblica i suoi libri. Il sito dell’attuale leader del M5S diviene il più seguito in Italia ed uno dei primi nel mondo. I due – racconta spesso Grillo – si sono conosciuti al termine di uno spettacolo: Casaleggio si presenta e invita l’ex attore a lavorare insieme. Grillo gli risponde: “Sei pazzo”. Da allora inizia il loro sodalizio.
E’ il via dell’ascesa politica dell’ex comico. Nel 2007 la Casaleggio Associati realizza due video “Prometeus – La Rivoluzione dei media” e “Gaia”: si tratta di una “visione” del futuro nel quale i media tradizionali sono scomparsi mentre il Mondo, dopo una catastrofica guerra mondiale, viene governata da intelligenze messe in “rete”. I filmati contribuiscono a creargli un’aura di mistero e l’accusa di essere vicini alla massoneria esoterica, cosa smentita da Casaleggio in alcune delle sue rare interviste. Nel 2009 insieme a Grillo fonda il M5S. Il 2013 è l’anno del “boom”: i cinquestelle sono il partito più votato in Italia (escluse le circoscrizioni estere) e mandano 109 parlamentari alla Camera e 59 al Senato. Casaleggio evita i riflettori, lascia che sia Grillo il “front-man” del movimento. Pochissime dichiarazioni ai giornalisti, evita i fotografi. Soltanto in qualche rara occasione riesce a superare la timidezza: sale sul palco di piazza San Giovanni a Roma per la chiusura della campagna elettorale per le Europee 2014 quando cita Enrico Berlinguer. Torna sul palco ancora una volta per la Festa Cinquestelle al Circo Massimo a Roma. Con lui c’è sempre l’amico Beppe Grillo. Vicino a lui e al figlio anche nei momenti bui della malattia, mai sottilineati, sempre tenuti nell’alveo di un contesto strettamente privato. Una vita dietro le quinte, lontano dai flashes dei fotografi. Ora l’Italia della politica lo esalta e lo piange come un innovatore.

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