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Il genio di Majorana nei cinema con un volto nuovo

Un genio della fisica e della matematica ma soprattutto un uomo, con le sue idee e sue passioni: è il ritratto nuovo e lontano dagli stereotipi di Ettore Majorana, che emerge dal documentario ‘Nessuno mi troverà. Majorana Memorandum’. Diretto da Egidio Eronico, il film in uscita nelle sale il 15 aprile ricostruisce la storia e la personalità di uno dei più enigmatici e mitizzati scienziati italiani, dal rapporto con Enrico Fermi fino alla misteriosa scomparsa.

“Il film nasce come una reazione alla vulgata che gravita attorno alla figura di questo grande scienziato”, ha spiegato il regista dopo la proiezione a Roma, nella Casa del Cinema. Il docufilm, realizzato con animazioni, testimonianze e materiali di archivio, tratteggia un profilo umano di Majorana diverso da quello ‘tradizionale’, ossia tormentato e scontroso. Ne emerge invece una “persona normalissima e dal talento straordinario”, ha spiegato il regista, ma su cui sono nati i più classici cliché.

Giovane studente di fisica, Majorana arriva subito con l’aura di genio all’interno del gruppo di fisici di via Panisperna, che sotto la guida di Fermi stava raggiungendo grandi traguardi nella comprensione della struttura dell’atomo. Il giovane fisico ebbe però difficoltà a integrarsi pienamente nel gruppo illuminato da Fermi. Dal gruppo trovò stima, ma anche diffidenze che lo spinsero a viaggiare fino ad allontanarsi.

“Fermi e Majorana erano due figure differenti, in contrasto ma allo stesso tempo complementari”, ha spiegato Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di scienze fisiche e tecnologie della materia del Consiglio nazionale delle ricerche (Dsftm-Cnr). “Uno era pragmatico – ha aggiunto – e l’altro alla ricerca di eleganza. Non deve quindi stupire che Majorana si trovasse meglio a interagire con un ambiente più affine, come quello dei teorici di Lipsia”. Majorana ha lasciato una grande eredità scientifica e la sua misteriosa scomparsa ha contribuito a costruirne il ‘mito’: “si dice che i suoi lavori importanti siano come delle sinfonie, ben 9 – ha commentato il fisico Francesco Guerra, dell’Università Sapienza di Roma – e la sua scomparsa è stata la decima

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