| categoria: Roma e Lazio

Uffici chiusi e pensionamenti, la scure di Tronca sul Campidoglio

Chiusura degli uffici decentrati considerati non indispensabili, prepensionamento dei dipendenti comunali e una spending review mirata tra le risorse destinate al salario accessorio. Ecco il piano del Campidoglio per recuperare la voragine da 340 milioni di euro di indennità illegittime che, secondo gli ispettori del Ministero dell’Economia, sono state distribuite ai dipendenti capitolini dal 2008 al 2012. Si tratta di bonus che in teoria avrebbero dovuto essere agganciati al merito e alla produttività ma che, secondo l’Ispettorato generale di Finanza, per anni sono finiti nelle busta paga degli oltre 23mila lavoratori del Comune in automatico, senza nessun controllo sul rendimento effettivo.
Il commissario Tronca ha già dato mandato agli uffici delle Risorse Umane e alla Ragioneria di predisporre un piano di rientro. La legge consente al Comune di spalmare la restituzione dei fondi in più tranche, attraverso «quote annuali per un numero massimo di annualità corrispondente a quelle in cui si è verificato il superamento dei vincoli».
Il Campidoglio quindi potrebbe predisporre un piano di 6 rate fino al 2022, dato che nell’atto firmato martedì da Tronca si parla di irregolarità nel periodo «2008-2014», due anni in più rispetto a quanto certificato dalla prima ispezione del Mef nel 2014 (ma ce n’è stata una seconda a maggio del 2015). Si tratterebbe quindi di rate tra i 55 e i 60 milioni, solo prendendo in considerazione i 340 milioni calcolati dal Ministero tra il 2008 e il 2012. Ma il conto potrebbe essere ancora più salato, arrivando fino al 2014. Ieri da Palazzo Senatorio facevano sapere che «l’importo totale deve ancora essere quantificato» e che «il piano di rientro è in via di definizione», anche se «il recupero del debito non inciderà sulle buste paga dei dipendenti». Il decreto legge 16/2014 infatti esclude che ci siano tagli diretti nei cedolini, ma è ipotizzabile che una riduzione ci sia lo stesso, per via indiretta, dato che il Campidoglio nei prossimi anni potrebbe essere costretto a sottrarre risorse al Fondo annuale per le indennità decentrate, per saldare il debito con il Mef. Nel frattempo si ragiona su un piano di prepensionamenti e sulla «razionalizzazione» di alcune sedi decentrate, per ottenere risparmi. I tempi, in ogni caso, sono stretti. Tronca intende rispettare la legge e vorrebbe presentare un piano al governo entro la fine del suo mandato, o quanto meno far trovare al prossimo sindaco il lavoro già impostato.

I sindacati intanto, come prevedibile, minacciano le barricate. I confederali ieri hanno annunciato uno sciopero per il prossimo 25 maggio, dieci giorni prima delle elezioni comunali. «Vogliamo vedere cosa dicono i candidati sindaco», dice Giancarlo Cosentino della Cisl, che annuncia: «Domani presenteremo una diffida legale all’amministrazione contro il recupero delle quote contestate dal Mef. Se non ci saranno cambiamenti, il 25 sfileremo fin sotto il Campidoglio». Gabriele Di Bella della Fiadel invece esorta Tronca «a portare tutte le carte in Procura e alla Corte dei Conti, affinché si indaghi sull’operato di certi sindacalisti e dirigenti del Comune».

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