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Che c’entra la Sla con Affittopoli? Chiedetelo a Tronca. Presidio di malati in Campidoglio

“Sto approfondendo per trovare in tutti i modi una soluzione giuridica, possibilmente per evitare di arrivare al 6 maggio. Questi malati continueranno ad essere assistiti e secondo me continueranno a essere assistiti lì dove sono oggi”. Lo ha detto il Commissario straordinario di roma capitale, Francesco Paolo Tronca, incontrando oggi davanti al campidoglio le famiglie dei malati di sla, in presidio contro l’annunciato sgombero di Viva la vita onlus. L’associazione dal 1998 ha in concessione dal comune di Roma una vecchia scuola elementare come sede. Dal 2007 però la concessione, che prima veniva rinnovata ogni 3 anni, è sospesa, nonostante la onlus abbia chiesto di regolarizzare la posizione e di continuare a pagare un affitto. E così, dichiarata abusiva, anche Viva la vita è finita nell’inchiesta Affittopoli, e ora su richiesta della corte dei conti deve essere sgomberata, entro il 6 maggio.
“Bisogna chiarire che il Campidoglio non sta agendo di sua iniziativa, ma sta ottemperando a degli ordini che vengo dalla magistratura – spiega Tronca – Dunque l’obiettivo è sbagliato quando si punta il dito contro il Campidoglio. Quello che sto facendo in questo momento è un’opera di attenzione verso le singole posizioni. Il mio punto di vista è chiaro: va bene la lotta alla legalità ma questa non può prescindere dalla solidarietà. Tra chi difende le persone più fragili ci sono anch’io, non sarò io dunque a creare problemi alle fasce più deboli di questa società”. Il commissario si è detto ottimista sul fatto che si possa trovare una soluzione in tempi rapidi: “oggi c’è un tavolo tecnico – aggiunge – spero che si possa arrivare a trovare una risposta giuridica”.

Nonostante le parole del prefetto, però, i responsabili dell’associazione non si dicono rassicurati: “non posso essere soddisfatto di rassicurazioni solo verbali – sottolinea il presidente di Viva la vita onlus, Mauro Pichezzi – le parole non fermano le forze dell’ordine”. Secondo il presidente dell’associazione “se la politica non interviene in maniera seria il rischio di sgombero rimane. Noi comunque non ce ne andremo – aggiunge – faremo ricorso al tar, come hanno già fatto i nostri vicini di stanza raggiunti dalla stessa ordinanza. Noi chiediamo solo di essere regolarizzati, con un regolare contratto di affitto. Ci sembra comunque assurdo dover ricorrere al tribunale per la latitanza della politica”.
In piazza a protestare contro l’annunciato sgombero questa mattina c’era i familiari e i malati di sla. Nei tanti cartelli esposti sotto la sede del comune troneggiava la scritta “dal 6 maggio ci pensate voi?”. Sandro è arrivato con la moglie gravemente malata, sdraiata su una sedia a ruote: “quando abbiamo scoperto la sua malattia all’inizio abbiamo fatto tutto da soli, ma non sapevamo bene come orientarci. Abbiamo bussato a tante porte, spesso senza ottenere risposta. Ma viva la vita ci ha aiutato a orientarci – racconta – e ci ha dato quel sostegno anche psicologico che serve alle famiglie che convivono con la malattia”.

“E’ stata la prima associazione che mi ha aiutato quando ho saputo di avere la sla” aggiunge Dina Consanti. Anche lei stamattina è arrivata in sedia a ruote a piazza del Campidoglio per protestare contro quello che ritiene uno sgombero ingiusto : “Questa associazione non può essere cacciata con la forza. Sono qui per difenderla”. In piazza tra i manifestanti Ileana Argentin, deputata pd: “quello che sta accadendo è vergogno e intollerabile, noi non siamo un’ambasciata – afferma -. Solo attraverso l’associazione le persone ricevono cura e riabilitazione. Vorrei sapere doc’era la corte dei conti fino a ieri”.

Anche Mina Welby ed Erminia Ferrari, vedova di Nino Manfredi hanno deciso di unirsi al presidio. Entrambe da sempre sostengono Viva la vita onlus. “Questa associazione fa vivere le persone. Se la chiudono è come chiudere il 112 o qualsiasi altra centralina di soccorso – sottolinea Welby -. È un aiuto per le famiglie. La sla è una malattia atroce, sarebbe vergognoso togliere questo sostegno”. Sulla stessa scia anche Erminia Manfredi: “sono più di dieci anni che collaboro con questa associazione: facciamo i salti mortali per sostenerla. Io stessa mi sono attivata facendo concerti di beneficenza con grandi musicisti – afferma – ora tutto questo non può essere fermato. E’ triste dover constatare che la burocrazia uccide il malato più della malattia

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