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Cristiano Ronaldo, numeri da fenomeno. E nei record raggiunge Messi e Del Piero

Almeno per qualche ora nessuno potrà dire che segna solo gol inutili. O che li fa solo su rigore. Del resto erano assurde frottole anche prima per uno che in Champions, di gol, ne ha fatti 94, più di qualunque altro: con i tre al Wolfsburg Cristiano Ronaldo si è rivelato, ancora una volta, semplicemente per quello che è. “Un fenomeno”, per usare il termine scelto da Zidane a fine partita per definirlo. Gli avevano chiesto di esprimere una preferenza tra omonimi e Zizou, optando diplomaticamente per l’uguaglianza, ha dato a CR7 l’appellativo che tutto il mondo aveva assegnato al brasiliano che incantò prima con l’Inter e poi col Real. “Avevo detto che sarebbe stata una notte magica e così è stato”, si è limitato a dire lui gonfiando il petto. Come se fosse un fenomeno anche come indovino.

Cristiano è impressionante per quello che fa in campo, poi vai a leggere i suoi numeri e ti spaventi ancora di più. Cominciamo da una differenza: su 9 volte che è approdato ai quarti, tra Manchester United e Real Madrid, ha sempre passato il turno. Ibrahimovic, protagonista negativo della notte, soltanto una. Proseguiamo con l’efficienza: in questa edizione di Champions CR7 ha segnato 16 gol ed è a un passo dal proprio primato personale di 17 stabilito due anni fa quando trascinò Ancelotti alla conquista della Decima. Ha almeno altre due partite per superarsi. Considerando anche i 4 assist, il contributo di CR7 ai gol del Real in Champions sale a 20 su 26: il 77%. Chiudiamo con una doppia uguaglianza. L’immagine che Ronaldo lascia alla fine della sfida col Wolfsburg è quella di un ragazzo felice con sorriso stampato sul volto e il pallone nascosto sotto la pancia: lo porterà a casa, come è solito fare chi segna tre o più gol. In Champions per lui è la quinta volta, esattamente come Messi. Un record eguagliato, appunto. Come quello dei gol su punizione: sono 11 e Del Piero, che prima si godeva un primato solitario, ora deve condividerlo con lui.

fenomeno — Tra le principali caratteristiche che hanno reso Cristiano un autentico fuoriclasse fuori dal comune c’era il rapporto tra numero di gol e partite giocate che lui ha quasi sempre tenuto superiore all’unità. Dicevano che in questa stagione, superati i 30 anni, era già cominciato il suo declino, eppure i numeri dicono che il marchio di fabbrica da fenomeno è ancora lì: 42 partite giocate tra Liga e Champions, 46 gol. E Cristiano lo sottolinea senza falsa modestia: “I media sostenevano che stessi facendo una brutta stagione, ma guardate i numeri: niente male, eh?”. Zidane lo esalta e ovviamente applaude tutta la squadra: “Lui non è una novità per noi: ha fatto la differenza, è il miglior giocatore del mondo, ma è enorme quello che hanno fatto tutti. Il mio futuro? Io sto lavorando, stiamo facendo le cose bene, la cosa più importante nel calcio è vincere tutte le partite, soprattutto a Madrid. Non era facile giocare una partita così e ce l’abbiamo fatta”.

Ivan Palumbo @IvanPalumbo79

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