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Migranti, si ricomincia: seimila arrivi in cinque giorni

Circa 6.000 migranti sono arrivati sulle coste italiane in cinque giorni e i numeri sono destinati ad aumentare nelle prossime ore. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni a Ginevra. «6.021 migranti e profughi hanno compiuto la pericolosa traversata del Mediterraneo da martedì scorso», ha dichiarato il portavoce dell’Oim Joel Millman precisando che 174 di queste persone sono invece approdate in Grecia.

L’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, è oggi a bordo della portaerei Cavour della Marina italiana per la sua prima visita alla missione europea EuNavforMed «Sophia» per il contrasto del traffico dei migranti nel Canale di Sicilia.

«Proviamo frustrazione e vergogna per i muri che vediamo alzare in Europa, ma dovremmo provare orgoglio per questa Italia e questa Europa che salvano vite umane», ha detto Mogherini. «Non è alzando
muri che si gestisce un fenomeno che li aggirerà o abbatterà», ha aggiunto.

«Proporrò lunedì a Lussemburgo ai ministri di Esteri e Difesa dell’Ue di allargare la missione EunavforMed alle acque libiche, se il governo libico ce lo chiede. Ne ho già parlato con il premier Fayez Al Sarraj», che interverrà al telefono, ha poi annunciato Mogherini.

«In mare c’è una sola legge: chi è in difficoltà va salvato. E noi abbiamo salvato oltre 15 mila persone», ha detto l’ammiraglio Enrico Credendino, comandante della missione, poco prima della cerimonia dell’ammaina bandiera sul ponte di volo della portaerei Cavour, in pattugliamento nel Canale di Sicilia.

«Lavoriamo molto vicino alle acque territoriali libiche impedendo agli scafisti di oltrepassarle, altrimenti li arresteremmo, e sottraendo risorse a questo traffico impedendo che riprendano i barconi di legno per riutilizzarli e neutralizzandoli», ha aggiunto spiegando il mandato della cosiddetta ‘fase 2’ della missione nata dopo l’ennesimo tragico naufragio di circa un anno fa con centinaia di vittime. Con la ‘fase 3’ «potremmo operare dentro le acque libiche, ma per farlo serve una richiesta del governo libico e una risoluzione Onu», ha concluso l’ammiraglio.

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