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Sarà Sant’Egidio la casa dei profughi siriani che Francesco ha portato a Roma

Sono arrivati all’aeroporto di Ciampino nel pomeriggio di sabato i profughi che Papa Francesco ha portato con sé di ritorno da Lesbo e che saranno ospitati nella Capitale dalla comunità di Sant’Egidio. Il volo papale è atterrato alle 16,26 sulla pista dell’aeroporto militare. Sullo stesso aereo, anche i profughi, ritenuti tra i più vulnerabili, che il Pontefice ha chiesto di portare con sé in Vaticano. Si tratta di tre famiglie di rifugiati siriani, dodici persone tra cui sei minori.
Una delle tre coppie è costituita da Hasan e Nour che provengono da Damasco, entrambi ingegneri. Vengono a Roma con il loro figlio di due anni. Vivevano in una zona periferica, Al Zapatani, molto a rischio perché oggetto di continui bombardamenti. Sono fuggiti insieme al loro bambino verso la Turchia, dove hanno preso un gommone per arrivare a Lesbo. Un’altra coppia è costituita da Ramy e Suhila che sono di Deir Azzor, la zona conquistata da Daesh. Entrambi cinquantenni, lui insegnante, lei sarta, sono fuggiti con i tre figli perché la loro casa è stata distrutta. Sono arrivati in Grecia nel febbraio 2016 passando dalla Turchia. Infine Osama e Wafa vengono da una frazione di Damasco, Zamalka, con i loro due figli. Anche la loro casa è stata bombardata. La mamma racconta che il bambino più piccolo si sveglia impaurito tutte le notti. Per un po’ di tempo aveva smesso anche di parlare.
“ll Papa ha voluto fare un gesto di accoglienza nei confronti dei rifugiati accompagnando a Roma con il suo stesso aereo tre famiglie di rifugiati dalla Siria, 12 persone in tutto, di cui 6 minori”, ha spiegato il portavoce della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Tutto è avvenuto nella legalità. “Si tratta di persone – ha precisato Lombardi – che erano già presenti nei campi di accoglienza di Lesbo prima dell’accordo fra Unione Europea e Turchia”, ha spiegato Lombardi.”L’iniziativa del Papa è stata realizzata tramite una trattativa della Segreteria di Stato con le autorità competenti greche e italiane”, ha aggiunto. Lombardi ha spiegato ancora che “tutti i membri delle tre famiglie sono musulmani. Due famiglie vengono da Damasco, una da Deir Azzor (nella zona occupata dal Daesh). Le loro case sono state bombardate. L’accoglienza e il mantenimento delle tre famiglie saranno a carico del Vaticano. L’ospitalità iniziale sarà garantita dalla comunità di Sant’Egidio”.

Durante il viaggio di ritorno sull’aereo il Papa stesso ha spiegato ai cronisti: “Prima di tutto non c’è alcuna speculazione politica, io non conosco bene questi accordi con la Turchia. L’iniziativa di portarli con me è stata una cosa puramente umana. L’idea è venuta ad un mio collaboratore mio e io ho accettato subito perchè ho capito che era lo Spirito Santo a suggerirla. Sono tutti musulmani ma non ho fatto una scelta. Questi avevano le carte in regola, invece c’erano due famiglie cristiane che non le avevano”. Anche i profughi hanno partecipato, ascoltando in silenzio dietro la tenda alle spalle del Papa, alla conferenza stampa tenuta in volo da Francesco

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