| categoria: turismo

Arte e natura per il 25 aprile, sette idee dove trascorrere i giorni di festa

Il 24 e il 25 aprile parte da Treviso il treno delle Dolomiti, una gloriosa e storica locomotiva 740 a vapore con cinque vagoni “cento porte”; arriva a Longarone viaggiando attraverso i bellissimi paesaggi dolomitici di Feltre, Belluno e Ponte nelle Alpi; la corsa di ritorno, invece, passa per Vittorio Veneto e Conegliano. Per l’occasione sono stati creati due mini-viaggi da Longarone a Ponte nelle Alpi e viceversa. E’ un percorso di 150 chilometri, suggestivo ed emozionante, dove il treno viaggia lungo l’unica ferrovia di montagna del Veneto e attraversa lentamente le bellezze naturali e i panorami della pianura veneta e della valle del Piave. Se il primo tratto è pianeggiante, nel secondo la strada diventa tortuosa e selvaggia, piena di gallerie e di viadotti. Tra le fermate previste ci sono Feltre per il carico d’acqua e Longarone, tra le Dolomiti di Belluno, dove i viaggiatori possono visitare l’evento “Il treno nelle Dolomiti”, interessante appuntamento per chi ama il modellismo e le locomotive a vapore. Il treno parte da Treviso alle 7.55 e arriva a Longarone alle 12.23, da dove riparte alle 17.21 per concludere il viaggio a Treviso alle 19.15; il biglietto costa 37 euro ed è gratuito per i bambini sotto i 6 anni. Informazioni: www.iltrenonelledolomiti.it

A Mantova, la città della cultura
Il calendario degli appuntamenti, degli spettacoli e dei concerti a Mantova, capitale italiana della cultura 2016, è davvero ricco ed eterogeneo – circa un migliaio di manifestazioni – e invita a scoprire o a riscoprire la città lombarda nel suo anno più importante. I grandi eventi animeranno fino a dicembre piazze, palazzi, musei e i monumenti più importanti della città; per l’occasione sono stati riaperti e restaurati il campanile di santa Barbara, da non perdere, il palazzo del Podestà e di san Sebastiano. Imperdibili sono i gioielli architettonici e artistici di Mantova, a partire dal Palazzo Ducale, la reggia dei Gonzaga che ospita le opere più famose di Pisanello (il ciclo su Artù e i suoi cavalieri), la sala di Troia di Giulio Romano, gli arazzi di Raffaello e il capolavoro di Andrea Mantegna, la Camera degli Sposi. Quest’ultima meraviglia si può visitare solo per pochi minuti e in piccoli gruppi, ma la bellezza degli affreschi giustifica qualche coda e un po’ di attesa. Le mostre sono un po’ ovunque, ma ecco qualche suggerimento per non perdersi: fino al 5 giugno è possibile ammirare l’esposizione Salvare la Memoria (la Bellezza, l’Arte e la Storia), allestita nel museo archeologico nazionale, e fino a settembre la spettacolare installazione Arcipelago di Ocno di Joseph Grima, che invita a riscoprire la Mantova dei laghi, con tanti riferimenti mitologici e letterari; come palcoscenico ci sono le piattaforme a forma di foglie di loto a pelo d’acqua, costruite con materiali riciclabili. Fino al 25 aprile nella Casa del Mantegna è allestita una mostra sulla Grande Guerra, mentre Palazzo Ducale ospita fino al 29 maggio la mostra Mantovarte – Studi Aperti sulle opere di 37 artisti mantovani che apriranno contestualmente i propri atelier al pubblico.

Suggestive, poi, sono le passeggiate organizzate in città e nei dintorni: si tratta di sei percorsi tematici che permettono di scoprire il fascino di Mantova nelle diverse età (dal Settecento alla creatività contemporanea, dal Risorgimento al Rinascimento) e una quarantina di esplorazioni nei dintorni a piedi, in bicicletta e in barca, accompagnati da guide turistiche, biologi, ornitologi ed esperti di trekking. I percorsi spaziano, dunque, dalle stanze dei palazzi storici ai canneti del parco del Mincio, con intermezzi di spettacoli di teatro, aperitivi, laboratori e degustazioni.
Prima di recarsi a Mantova vale la pena di munirsi della Mantova card, valida 72 ore e del costo di 20 euro, che garantisce l’accesso a 15 musei (anche di Sabbioneta), l’utilizzo di bus e bici pubbliche e sconti in ristoranti e alberghi. Per informazioni: www.mantova2016.it

Nella riserva naturale di Pian di Spagna
A nord del lago di Como, dove si uniscono la Valtellina e la Valchiavenna, si estende la riserva naturale di Pian di Spagna: è un’immensa oasi di boschi, praterie e laghi, incorniciata dalle Alpi lombarde. Per il ponte del 25 aprile ad accogliere i visitatori è la splendida fioritura delle vallate, ricoperte di iris gialli e di ranuncoli coloratissimi, e di ninfee bianche e nannufari lungo i canali e i laghi. Tra i tanti itinerari che si snodano all’interno della riserva naturale c’è una splendida passeggiata ad anello di tre ore lungo il percorso naturalistico “Nord”, adatto a tutta la famiglia perché prevalentemente pianeggiante. Nel corso della camminata si incontrano terreni agricoli, filari di pioppi che ospitano picchi rossi e verdi, e una distesa di canneti, che caratterizzano il paesaggio della Riserva. E’ possibile anche effettuare il tragitto con biciclette facilmente noleggiabili all’interno del Parco. Per maggiori informazioni: www.piandispagna.it

A Verona sulle tracce di Maria Callas
Per omaggiare i 70 anni dal debutto di Maria Callas all’Arena di Verona, fino al 18 settembre nelle sale di Palazzo Forti della città scaligera è possibile ammirare la mostra Maria Callas. The Exhibition, dedicata alla cantante lirica più celebre al mondo. Allestita dall’Arena Museo Opera di Verona, l’esposizione celebra in modo accurato ed esaustivo la straordinaria avventura umana e artistica della Callas, la Divina e icona del Novecento, attraverso una raccolta di cimeli, fotografie, registrazioni audio-video, gioielli, costumi di scena, lettere e ritagli di giornali d’epoca. Anna Maria Sofia Cecilia Kalogeropoulou, nata a New York nel 1923 da genitori greci immigrati che semplificarono il cognome prima in Kalos e poi in Callas, debuttò sul palcoscenico dell’Arena, interpretando La Gioconda di Ponchielli. La mostra sottolinea, inoltre, il forte legame del soprano con Verona: Maria Callas sposò infatti l’industriale veronese Titta Meneghini, trascorrendo i primi anni di matrimonio tra Verona, Zevio e Sirmione. La mostra regala un percorso di costume più che di taglio musicale, articolato in 14 sezioni cronologiche e tematiche sulla la vita della celebre soprano tra Atene, New York, Verona, Milano, Chicago, Città del Messico e tante altre città fino alla Parigi dei suoi ultimi anni. L’esposizione consente anche di ammirare il dipinto settecentesco della Sacra Famiglia del veronese Giambettino Cignaroli che Meneghini donò alla Callas il giorno prima del debutto all’Arena e che la diva conservò come una sorta di talismano portafortuna. Grande spazio, tuttavia, è dedicato agli abiti di scena, anche cinematografici, e al guardaroba glamour della cantante. Da Verona, poi, la mostra partirà per un tour internazionale nelle città che la videro protagonista.

Il 25 aprile la mostra di Verona resta aperta dalle 9.30 alle 19.30 e, a completamento della mostra, la città organizza visite guidate sulle tracce della Divina, dove si visitano i luoghi dove visse e cantò, la prima residenza, la chiesa dove sposò Meneghini e, ovviamente, l’Arena dove debuttò. E’ possibile, inoltre, estendere il tour a Zevio, dove si trova ancora la casa di Meneghini, e a Sirmione per riscoprire i caffè dove sostava per l’aperitivo e le vie dove passeggiava.

In cammino sul Gran Paradiso
Per omaggiare l’anno dei cammini, che si sta celebrando in tutto il mondo, il Gran Paradiso, il parco nazionale più antico d’Italia, ha aperto alcuni percorsi suggestivi e dai nomi evocativi: il “sentiero delle streghe”, il “regno delle rane” e “un piccolo mondo antico”. Gli itinerari sono tematici, adatti a tutti, con alcune differenze di pendenza e accessibili con guide che accompagnano lungo tutto il tragitto o solo nei punti più impegnativi delle alte vie di montagna. E’ un modo per conoscere da vicino la bellezza del Parco, 70mila ettari tra Piemonte e Valle d’Aosta, che racchiudono vallate, gole profonde, alpeggi, vecchi mulini e cime montagnose di una bellezza struggente.

Ecco alcuni itinerari da intraprendere nel Parco, non prima però di aver consultato il sito ufficiale: www.pngp.it C’è un’escursione in Valsavarenche, una delle più importanti vette del massiccio del Gran Paradiso, che porta all’antica casa di caccia dei Savoia, uno dei luoghi preferiti da re Vittorio Emanuele; il cammino è mediamente impegnativo e per percorrerlo sono necessari due ore e 30 minuti. In Val di Rhemes c’è un cammino adatto a tutti, una passeggiata di un’ora e mezza, che conduce, attraverso il bosco, fino a un alpeggio; durante il percorso si incontrano anche un mulino e un antico forno. Il “sentiero delle streghe”, camminata impegnativa di quasi tre ore, porta al castello del Cucco, uno sperone roccioso sormontato da una croce di ferro, dove, secondo la leggenda, le streghe si riunivano per celebrare i “sabba”. Nella Valle di Cogne il “regno delle rane “ è un sentiero abbastanza difficoltoso, che attraversa cascate, cappelle votive, boschi di larici e prati fioriti con laghetti dove si incontrano migliaia di girini. Nella Valle Orco, lungo la conca glaciale del Serrù, c’è un percorso facile, quasi pianeggiante, che consente di ammirare da vicino anche la fauna del Parco: stambecchi e camosci pascolano nei pressi del lago, mentre la prateria ospita famiglie di marmotte.

I colori di Mirò, in mostra a Milano
Si intitola Joan Miró. La forza della materia la mostra retrospettiva che il Mudec – Museo delle Culture di Milano, in zona Tortona, dedica fino all’11 settembre al grande artista catalano. Le cento opere esposte – dipinti e sculture con musica di sottofondo e postazioni video – ripercorrono la storia di un artista che ha segnato l’arte moderna in una mostra sperimentale, dove grande spazio è dedicato alla multimedialità applicata all’arte. All’entrata della mostra, indossando un visore e le cuffie, ci si immerge nell’arte e nella vita di Mirò: si gira nello studio dell’artista, si vedono il cielo e i colori di Maiorca, dove visse e lavorò, e si ha quasi l’impressione di toccare le tele. La materia è al centro dell’esposizione in un percorso evolutivo che presenta le opere di Mirò dal 1931 al 1981, in una crescita espressiva e di innovazione dove la materia è molto più di uno strumento espressivo ma un punto d’arrivo, attraverso i colori e la semplicità. La maggior parte delle opere esposte proviene dalla Fundaciò Mirò di Barcellona, divise in 4 sezioni che raccontano le principali fasi ideologiche e pittoriche dell’artista catalano. L’allestimento spiega perfettamente i cambiamenti concettuali e i diversi utilizzi della materia: le prime sale sono buie, metaforicamente oscure, mentre le altre, attraverso l’uso di sculture bronzee, sono più ricche di luce.

La mostra è stata organizzata in collaborazione con l’Ente spagnolo del turismo e la Fundació Joan Miró di Barcellona e promossa dal Comune di Milano. In occasione dell’evento l’Ente spagnolo del Turismo, che utilizza da 33 anni il sole di Mirò come logo e simbolo della Spagna, ha organizzato con il Mudec e l’istituto Cervantes un ricco calendario di attività per promuovere la cultura iberica attraverso le opere di Joan Mirò. Si tratta di conferenze, proiezioni di film, concerti e degustazioni; in particolare il 23 aprile è previsto un incontro-laboratorio per i bambini che potranno avvicinarsi alla lingua spagnola attraverso le opere dell’artista. Per informazioni: www.mudec.it/ita/miro

Visita al giardino botanico di Favara
L’oasi naturalistica di Favara, in provincia di Agrigento, ospita il Garden Cactus, un giardino botanico nato trent’anni fa per volere di Tommaso Sciara che ha creato l’habitat perfetto, a 4 chilometri dalla Valle dei Templi e a tre dal mare, per i 30mila cactus presenti nel giardino, dalle forme e specie più diverse e provenienti da ogni angolo del mondo. E’ una collezione naturalistica tra le più importanti d’Italia, curata in ogni dettaglio. Da qualche mese il giardino accoglie anche gli ospiti che desiderano soggiornare in mezzo a tanta meraviglia: il Relais presente nell’oasi è composto da due eleganti appartamenti e quattro camere, tutte diverse tra loro e arredate con gusto. Ogni giorno è possibile fare visite guidate nel giardino botanico e scoprire le straordinarie biodiversità dei cactus – tremila specie diverse – in particolare la foresta di cereus giganteschi, quelli dei film western, i saguari, gli altissimi cactus dei mirtilli, crestati e carichi di fiori e frutti, i sedili di suocere (gli echinocactus grusonii) e il cissus juttae che raggiunge le dimensioni di un albero.
Per informazioni: www.bebgardencactus.it

Ti potrebbero interessare anche:

Dalla Valle d’Itria al Salento, primizie d'estate
Al via il festival delle percussioni di Laigueglia
Camigliatello Silano, la prima fiera agricola silana. Cultura, musica e gastronomia
Tanti Ponti nel 2017, ecco le vacanze giuste
Puglia-Calabria star dell'estate, le Marche sperano
Turismo musicale, Italia meta preferita davanti a Germania



wordpress stat