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Spalletti: “Con Totti tutto a posto, ma la Roma non è solo lui”

“Con Totti è tutto a posto, ma la Roma non è solo lui”. Così Luciano Spalletti torna sul difficile rapporto con il capitano della Roma dopo le tensioni di Bergamo. Fra il tecnico e il giocatore c’è stato un chiarimento nella giornata di ieri, alla ripresa degli allenamenti a Trigoria. “Dal punto di vista nostro è tutto a posto, lavoriamo in funzione del Torino e non parliamo più di quello che si è detto in questi due giorni”, spiega Spalletti alla vigilia della sfida contro i granata.

“Già da ieri abbiamo messo a fuoco tutto quello che era venuto fuori, è chiaro che io poi devo intervenire per far rispettare le regole. Però – ripete – è tutto a posto”. Il tecnico precisa però che “una squadra non dipende da un giocatore” e ribadisce il suo punto di vista sul gol del 3-3 segnato da Totti contro l’Atalanta.

“Dire che Totti salva la Roma è diverso dal dire che Totti è la Roma. Su Totti salva la Roma sono d’accordo, se però magari nel salvataggio ci si mettono quei tre contrasti stronca-gambe che hanno fatto altri tre giocatori della Roma siamo perfetti”, puntualizza il tecnico.

“C’è un grandissimo gol di Totti, ma ci sono anche altre cose. Perché togliere meriti, ad esempio, alla giocata di Perotti? Non è corretto, è un voler distorcere quello che è successo e spostare i meriti, questo io non lo accetto”.

Spalletti smentisce le ricostruzioni secondo cui con Totti sarebbe arrivato quasi alle mani e assicura che il caso che ha scosso l’ambiente della Roma nel post-gara di Bergamo non sarà motivo di distrazione domani: “I motivi di distrazione sono quelli che succedono negli spogliatoi, e anche fuori, con una forza tale che distraggono. In questo caso non è così. Dal punto di vista nostro è tutto a posto, poi è chiaro che io devo intervenire sulle regole e moderare i messaggi che vengono mandati verso la squadra. Non è vero, ad esempio, che con Keita si rende di più. La squadra e un risultato non dipendono da un giocatore”.

Riguardo l’impiego col contagocce del capitano, il tecnico ammette che “probabilmente l’ho fatto giocare poco, ma lo tengo in considerazione nei momenti importanti e l’ho fatto giocare quando la squadra aveva bisogno della sua qualità e della sua classe”.

“C’è un capitano e c’è una squadra, quando faccio la formazione non ho né un padre, né una madre, né figli, né parenti – sottolinea Spalletti -. C’è solo la vittoria della Roma. Io devo mandare un messaggio alla squadra, mi dispiace se Francesco lo interpreta diversamente ma se così fosse è un problema suo”.

Parlando del suo rapporto con i giocatori, l’allenatore toscano sorridendo ammette che “voglio più bene a quelli che arrivano in orario, curano tutti gli allenamenti e stanno attenti all’obiettivo vittoria”. C’è anche spazio per una riflessione sul suo futuro: “Se non succedono cose che riguardano la società, io ho un contratto e

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