| categoria: editoriale

L’ipocrisia della politica? Millantare interesse per i problemi della gente

Lasciamo per un attimo da parte la politica, quella dei giornali e facciamo attenzione a quel che ci accade intorno. E’ sempre politica, ma riguarda i fatti, non il dibattito accademico, ipocrita, inconcludente. Qualche settimana fa è stata celebrata con grande enfasi la giornata dedicata all’autismo. Qualcuno l’ha definita “giornata di liberazione”, qualcuno ha parlato di emergenza. Il problema c’è, non arrivava quasi mai alla soglia critica che “garantisce” un titolo sui media. Ora improvvisamente quella soglia sembra superata, forse anche grazie allo sforzo enorme di sensibilizzazione. Da giorni sulle pagine dei giornali vengono presentati casi di discriminazione scolastica e sociale legata all’autismo, episodi clamorosi che determinano anche l’intervento delle autorità superiori, del ministero. Gestire un alunno autistico, convivere con un compagno autistico non è cosa facile e nessuno negli anni ha pensato di provvedere, di sostenere, di surrogare, di compensare. Abbiamo visto e letto. Speciali tv, inchieste in grado di scuotere le coscienze. I casi degli ultimi giorni fanno capire chiaramente che: a) in molti casi la sensibilità sociale di insegnanti e genitori (gli altri) è ancora vicina allo zero. Solidarietà sì, ma a parole; b) lo Stato, le strutture non funzionano. E non funzioneranno ancora per molto. Non bastano gli impegni, le dichiarazioni, non bastano gli stanziamenti (virtuali) di fondi. Servono operatori subito. E non ci sono. Servono insegnanti di sostegno subito. E non ci sono. Servono direttive cogenti, immediate, forti. E non ci sono. Serve sostegno costante, diretto, immediato ai familiari. E naturalmente non ci sono. In mancanza di tutto questo – parliamo di autismo in questo caso – ma il discorso va esteso ad ogni altra realtà di “soggetti” fragili, fare convegni e dedicare giornate è perfettamente inutile. Chi governa sa perfettamente cosa fare, come dove e perché. Si trincera dietro la mancanza di fondi. Per mascherare la mancanza di volontà e di capacità. Ma un appello, un impegno, un proclama non si nega a nessuno

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