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Juve, le pagelle scudetto: Buffon-Dybala da 10, Allegri merita la lode

Un’avventura sportiva incredibile alla quale, ancora a Natale, nessuno con un minimo di discernimento avrebbe creduto. E invece ill miracolo, una marcia praticamente inarrestabile, stupefacente. La Juve ad un certo punto ha messo la freccia e si è messa in corsia di sorpasso per non fermarsi più. Vincere il campionato con anticipo non è una cosa da poco, partendo poi dal fondo… La vittoria è della società, dellallenatore, degli uomini. Una rosa eccezionale che ha avuto solo bisogno di qualche mese per trovare una linea comune. Alla fine parecchi hanno sfiorato la perfezione, quasi nessuno ha deluso.
BUFFON 10 – Stagione da incorniciare per il numero uno azzurro, che a 38 anni supera Del Piero al primo posto della classifica dei minuti giocati con la Juve e stabilisce il record di imbattibilità in Serie A (974 minuti). Sullo scudetto ci sono le sue mani, la solita sicurezza e alcune parate davvero straordinarie.

NETO s.v. – Una sola partita in campionato ed una in Coppa Italia: quando si ha davanti uno come Buffon è difficile trovare spazio.

CACERES s.v. – Il jolly difensivo di Allegri inizia la stagione da titolare, ma poi viene fermato dai continui infortuni e…dall’alcol test: fuori rosa tre settimane a ottobre.

CHIELLINI 8 – Ha giocato con meno continuità del solito a causa dei ripetuti infortuni, ma la sua leadership è stata come sempre fondamentale in campo e fuori, soprattutto a inizio stagione. Decisivo anche nella crescita di Rugani, i frutti si vedranno presto.

BONUCCI 10 – Questa è stata la stagione della definitiva consacrazione per il regista difensivo di Allegri, tanto che Pep Guardiola l’ha definito “Uno dei miei giocatori preferiti” e sta cercando di portarlo al City. Gli highlights sono la prima da capitano allo Stadium col Frosinone, il gol all’Inter allo Stadium e il rigore che ha mandato i bianconeri in finale di Coppa Italia.

BARZAGLI 9,5 – Stagione veramente super per il quasi 35enne perno della retroguardia bianconera: solidità, senso della posizione, è il simbolo della difesa meno battuta del torneo ed è impressionante come riesca a giocare sempre e non sbagliare mai una partita. Per lui anche la gioia del ritorno al gol dopo 4 anni

ALEX SANDRO 8 – Molti in estate avevano storto il naso davanti ai 26 milioni versati dalla Juve al Porto, ma alla luce della prima stagione in Italia sono stati soldi ben spesi. Spinta, velocità, forza fisica, una chiave tattica importante per Allegri, che spesso lo ha fatto entrare per spaccare le partite.

LICHTSTEINER 8 – Quinta stagione in bianconero e quinto scudetto, ma il 2015/16 non è iniziato nel migliore dei modi per lo svizzero. A ottobre l’operazione al cuore e la grande paura, poi il rientro in campo (con gol) in Champions e da quel momento è stato il solito motorino con la propensione per gli assist

EVRA 8,5 – Quest’anno nessuna difficoltà di ambientamento, è ripartito subito sui livelli con cui aveva terminato la scorsa stagione. Sempre puntuale in fase difensiva e pronto a far male davanti, mezzo punto in più per il peso che ha in spogliatoio: la sfuriata del dopo-Sassuolo è forse lo snodo principale della stagione juventina.

RUGANI 7 – Non è facile stare seduto in panchina se l’anno scorso hai giocato tutte e 38 le partite (senza mai essere ammonito), ma il giovane ex Empoli si è calato perfettamente nel mondo Juve, ha lavorato e si è fatto trovare pronto quando è stato il suo momento. Allegri l’ha gestito bene, sta imparando dai migliori, il futuro è suo.

KHEDIRA 8 – Il tedesco era una grande incognita a inizio anno, soprattutto per le sue condizioni fisiche, perchè le qualità di certo non si discutono: superati i problemi fisici, in questa stagione circa 20 presenze con 5 gol e soprattutto quell’aggiunta di esperienza e carattere che con la partenza di Pirlo era venuta a mancare nel centrocampo di Allegri.

MARCHISIO 8 – Nel diastroso inizio di campionato della Juve è uno dei pochissimi a mantenere il suo rendimento sui livelli abituali, nella fantastica rimonta che ha portato al titolo svolge alla perfezione il ruolo di senatore. Davvero un peccato il grave infortunio al ginocchio, che priva l’Italia di uno dei suoi punti fermi.

POGBA 9,5 – Criticato a inizio stagione per i troppi leziosismi e per l’eccessiva superficialità, si credeva che il 10 sulla maglia gli pesasse troppo e invece. E invece il 23enne francese ha reagito da campionissimo, giocando splendidamente, andando in doppia cifra di gol e affermandosi come uno dei più forti del mondo. 15esimo nella classifica del Pallone d’oro, mezzo punto in meno per le potenzialità.

CUADRADO 7,5 – Fortemente voluto da Conte, è arrivato nell’era Allegri e a tratti è riuscito a dimostrare perchè l’attuale ct lo volesse così tanto. Il suo gol nel recupero al Torino lancia la fantastica rincorsa scudetto, quello alla Fiorentina ne ufficilizza la juventinità, quello dell’illusione all’Allianz lo avrebbe fatto entrare per sempre nel cuore dei tifosi.

STURARO 7,5 – La stagione inizia nel migliore dei modi con l’assist per Mandzukic a Shanghai e prosegue anche meglio con il primo gol in Champions League segnato al Bayern. Un gregario di grande duttilità, intensità e carattere, che Allegri ha utilizzato spesso e volentieri. Un altro esempio che la linea verde seguita dalla Juve paga.

HERNANES 6 – Arrivato in extremis in estate per circa 12 milioni e criticato forse oltre i suoi demeriti dai tifosi juventini, non è stata una stagione facile per il Profeta. Solo 11 presenze in campionato, gioca però molto in Champions, dove la sua qualità si dimostra preziosa (soprattutto all’andata col Bayern).

LEMINA 6,5 – Nonostante la giovane età, a inizio anno sembra già pronto per il calcio italiano, tanto che Allegri lo schiera titolare a Napoli. Un brutto infortunio lo tiene fuori 4 mesi, ma nel finale di stagione torna tra i protagonisti. Per lui anche due gol in campionato.

PADOIN 6 – Soltanto 13 partite (più che altro spezzoni) in questa stagione per il talismano dei tifosi juventini, che contro il Palermo ha ritrovato la gioia del gol dopo circa due anni.

ASAMOAH s.v. – Anche quest’anno il centrocampista ghanese è stato tormentato da continui problemi fisici, per lui solo 7 presenze in campionato.

PEREYRA s.v. – I tanti, troppi problemi fisici lo hanno costretto a guardare praticamente tutta la stagione dalla tribuna. Quest’estate lui e il club dovranno parlare del futuro.

DYBALA 10 – Debutto da sogno per il gioiellino pagato 40 milioni con gol e trionfo in Supercoppa italiana, poi qualche normale difficoltà di ambientamento in una grande squadra. Ma Allegri lo ha gestito benissimo e quando è stato pronto Paulo si è preso la Juve, ha fatto dimenticare Tevez e imitato Pirlo sui calci piazzati. Decisivo al pari di Buffon, Bonucci e Pogba.

MANDZUKIC 8,5 – Ottima la prima stagione italiana dell’ex Atletico, che bagna subito il debutto con un gol in Supercoppa e porta all’attacco di Allegri quella cattiveria agonistica e quella forza fisica perse con la partenza di Tevez. Molto importante anche la sua esperienza in campo europeo (2 gol in 5 gare).

MORATA 8 – Inizio un po’ complicato dopo il grandissimo finale della stagione scorsa, ma ciò non gli impedisce di segnare in 5 partite di Champions consecutive eguagliando il record di Del Piero. Molto meglio nella seconda parte della stagione, dove il momento più alto è la doppietta al Toro e quallo più basso il gol ingiustamente annullato all’Allianz.

ZAZA 7,5 – Alla prima stagione in una grande squadra il bomber della Nazionale parte forte col gol al Frosinone e con quello al Siviglia al debutto in Champions, ma poi fatica a ritagliarsi lo spazio che avrebbe voluto. E’ comunque sempre pronto quando Allegri ha bisogno di lui, come dimostra segnando al Napoli il gol scudetto.

ALLEGRI 10 e lode – Era difficile confermarsi dopo la splendida stagione dell’anno scorso, ma Allegri è forse riuscito a fare anche meglio: nonostante le grandi difficoltà iniziali dovute alle partenze di Pirlo, Tevez e Vidal, è riuscito a guidare la squadra ad una cavalcata esaltante verso il quinto titolo consecutivo, ha creato un gruppo che è destinato a vincere ancora molto e ha gestito i giovani, Dybala e Rugani su tutti, alla perfezione. Chissà, forse con un altro arbitro all’Allianz…

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