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Riforma processo penale, Orlando: “Allungare tempi prescrizione, soprattutto per reati contro la Pa”

La commissione Giustizia del Senato domani dovrà votare l’abbinamento dei provvedimenti che riguardano la prescrizione alla riforma del processo penale. È il passaggio formale deciso all’interno della maggioranza per tentare di sciogliere il nodo intercettazioni-prescrizione. Si tratta di un passo obbligato, spiega il relatore Felice Casson, per riuscire a reintrodurre (c’era nel testo originario del governo ma poi era stato stralciato) nella riforma del processo penale il tema della prescrizione.

Allo stato, spiega Casson, sono 8 i provvedimenti sulla prescrizione che potrebbero venire abbinati alla riforma (“Ne erano stati presentati circa 30 sul tema ma abbiamo dovuto operare una selezione”), dopodiché si potrà presentare il testo base che conterrà anche il capitolo prescrizione. “L’intenzione – spiega il presidente dei senatori di Ap-Ncd Renato Schifani al termine di una riunione sul punto con il capogruppo Pd Luigi Zanda – è quella di partire dal testo approvato dalla Camera, ma ovviamente questo potrà essere emendato”.

Sull’intesa il ministro della Giustizia Andrea Orlando si è detto “ragionevolmente ottimista”, conversando con i cronisti in Transatlantico. “Utilizzando l’impianto del testo della Camera si sta lavorando per rivedere complessivamente il meccanismo della prescrizione e per prevedere per i reati contro la pubblica amministrazione tempi allungati per la prescrizione in modo da rendere pressoché impossibile che i processi in questa materia possano finire nel nulla”.

In merito alla delega generica al governo sulle intercettazioni contenuta nell’articolo 30 della riforma del processo penale, il procuratore di Torino Armando Spataro, uscendo dalla commissione Giustizia del Senato, specifica: “Su questo ci vorrebbe maggiore specificazione. È un argomento tecnico di competenza del legislatore. Da parte mia, è troppo generica”. Sulla necessità o meno di una legge sulle intercettazioni precisa inoltre che “il nostro sistema è molto articolato, ci possono essere punti di intervento, ma non tali da alterarlo”.
Spataro ha argomentato meglio la sua posizione: “La rilevanza non può che essere giudicata dai giudici che procedono nel contraddittorio con avvocati e pubblici ministeri. Non può essere disciplinata per legge la rilevanza”. Quanto ai contenuti dell’audizione, Spataro spiega: “si tratta di utilizzare da parte nostra norme che già esistono per garantire sia l’efficacia dell’utilizzo dello strumento delle intercettazioni sia il diritto di difesa e di tutela della privacy. Su questo ci sono punti su cui meditare”.

E sul tema dei tempi della prescrizione, Beniamino Migliucci, presidente delle Camere penali, anch’egli sentito in commissione Giustizia, sostiene che l’allungamento dei tempi non risolverebbe i problemi mentre, al contrario, occorrerebbe intervenire su quelli delle indagini: “Allungare i tempi della prescrizione non risolve i problemi e non è la cura per la malattia. Dilatare i tempi della prescrizione rende ancora più lunghi i processi senza risolvere nulla: è necessario intervenire sui tempi invece in tema di indagini, perché è provato che è lì la causa della prescrizione”. Sulle intercettazioni, il presidente ha affermato che “non è un caso che le varie procure abbiano emesso in questi mesi varie circolari sul tema. Interventi arrivati proprio quando la politica ha deciso di intervenire”. Per Migliucci “il problema sono le intercettazioni che escono prima dell’ordinanza di custodia e quelle che non hanno alcuna rilevanza penale”.

“Noi siamo sempre disposti al dialogo, che è una cosa diversa da quando veniamo insultati” ha detto il presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, parlando con i giornalisti, alla fine della riunione della giunta del sindacato delle toghe. E a un giornalista che gli chiede se lui si senta insultato risponde: “Non io, la magistratura italiana”. E continua: “Si tratta di trovare le strade più idonee per dare efficienza al sistema giudiziario. Sotto questo profilo le dichiarazioni del ministro Orlando mi sembrano molto incoraggianti”.

Per combattere il fenomeno della corruzione serve “una riforma organica della prescrizione, che non può passare con l’adozione di norme che allungano i termini dei vari gradi di giudizio” ha sottolineato il segretario dell’Anm, Francesco Minisci, sintetizzando la presa di posizione della giunta del sindacato delle toghe.

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