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IL PUNTO/ Tronca dopo Tronca, Roma avrà ancora bisogno di lui

Da perfetto servitore dello Stato ufficialmente non ha fatto una piega, ma lontano da orecchie indiscrete non ha nascosto il suo disappunto. Il commissario Tronca puntava in alto, forse gli era stato anche promesso qualcosa in questo senso, poi il Consiglio dei Ministri lo ha gelato. Nè capo della polizia nè capo del Dis; peggio, un premio di consolazione, la poltrona di prefetto di Roma che Gabrielli lascerà libera. Renzi aveva data per scontata questa nomina, forse senza neanche rendersene conto. Ed aveva anche acquisito una quasi ufficialità. Ma Tronca non ha gradito. Ora di poltrone libere di livello non ce ne sono più e quella di Palazzo Valentini, nel giro dei prefetti, è rimasta per ora vuota. Non è un mistero per nessuno che il prefetto venuto da Milano aspirava ad assumere, una volta congedato da Roma, la guida del Dis: il Dipartimento per le informazioni e la sicurezza che è l’organismo di raccordo tra i due servizi operativi, l’Aisi (interno) e l’Aise (estero). E invece per l’incarico finora svolto dall’ambasciatore Giampiero Massolo gli è stato preferito Alessandro Pansa, il capo della polizia in procinto di lasciare per sopraggiunti limiti d’età. Un posto, quest’ultimo, contestualmente assegnato all’attuale prefetto di Roma Franco Gabrielli, come da ipoteca sottoscritta con il premier Renzi esattamente un anno fa, allorché accettò di lasciare la Protezione civile per trasferirsi (pro-tempore) a Palazzo Valentini. Nessuno aveva lavorato a Roma coma ha saputo fare Tronca con la sua giunta di prefetti. Si aspettava il premio.Invece niente. Anzi, dopo la delusione la beffa. Perché alla poltrona di prefetto di Roma aspiraanche Bruno Frattasi, direttore dell’ufficio Affari legislativi e Relazioni parlamentari del Viminale, reputato fra i migliori prefetti in servizio. L’hanno promessa anche a lui, anche se non si può dire. Tronca comunque c’è rimasto male, malissimo. E a Palazzo Chigi non sanno come farsi perdonare. Finirà per accettare Palazzo Valentini, per spirito di servizio? Sarebbe per il bene di Roma la scelta più logica. Ma il commissario è a un anno dalla pensione, difficile interpretare le mosse di quel signore apparentemente timido e distinto, in realtà dotato di un carattere di ferro. L’amico Bertolaso aveva pensato di coinvolgerlo nella sua Giunta, nella remota ipotesi (ovviamente già tramontata) di arrivare al Campidoglio. Tronca da commissario ha dato veramente avvio ad un’opera di profondo rinnovamento come nessun altro commissario in passato nelle sue stesse condizioni. Chiunque vincerà le elezioni comunali potrà seguire le linee da lui tracciate. E se il prossimo sindaco lo prendesse accanto a sé?

il commissario a Roma è difficile che possa essere scavalcato». Una beffa dolce- amara per Frattasi. Che subirebbe il sorpasso del collega per la seconda volta. All’epoca della nomina in Campidoglio dopo la caduta del sindaco Marino, in pole position c’era lui. Solo che poi vinse la suggestione Expo, collegata al Giubileo, e passò Tronca. Al quale però manca poco per andare in pensione: appena un anno. Il tempo della sua permanenza a Palazzo Valentini

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