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Caso Lodi, il sindaco arrestato: «Sì, ho alterato il bando»

Poco prima delle dieci del mattino, Simone Uggetti viene portato in una saletta nel primo raggio del carcere di San Vittore. La divisa istituzionale composta da giacca e cravatta ha lasciato il posto a jeans e felpa, si siede davanti al gip Isabella Ciriaco per l’interrogatorio di garanzia e ammette tutto: «Sì, ho alterato il bando per l’assegnazione della gestione delle due piscine. Ma l’ho fatto pensando unicamente ai vantaggi per le casse del Comune», dice. Il suo avvocato Pietro Roveda presenterà istanza di scarcerazione, nel frattempo è in una cella del quinto raggio con altri due detenuti. «E’ provato ma convinto di poter spiegare», dice il consigliere del Pd che ieri è andato a trovarlo.
L’ex primo cittadino accusato di turbativa d’asta si sfoga: «Ho sempre fatto tutto per Lodi e quello che ho fatto è sempre stato per smuovere qualcosa, per il bene della città». Insomma, come ha detto al gip Cristiano Marini, il consigliere di Sporting Lodi con cui Uggetti avrebbe truccato il bando, in questa vicenda «non c’è alcun tornaconto personale». C’è però, come si legge nell’informativa della guardia di finanza allegata agli atti, «un nucleo di interessi funzionali alla gestione, in questo caso distorta, del consenso politico amministrativo». Insomma, «la proposta del sindaco» di affidare la gestione delle piscine estive alla municipalizzata Astem, che controlla il 45% di Sporting Lodi, «potrebbe ricalcare da un lato la coincidenza di interessi dell’amministrazione comunale, dall’altro la creazione di un monopolio nella gestione degli impianti natatori che garantirebbe un controllo esclusivo da parte dello stesso organo politico». Del resto, come spiega in una telefonata intercettata Ezio Alboni a Marini, «tutte queste cose si muovono sempre avendo come calcio di inizio la politica». Che l’assegnazione della gara alla Sporting stesse particolarmente a cuore al sindaco e all’avvocato si evince sia dalle pressioni che avrebbero esercitato sull’estensore Caterina Uggè – «Gli incontri con il sindaco per il bando mi hanno lasciato addosso una sensazione di sottomissione forzata a una volontà superiore alla mia» – sia dal tentativo di distruggere la documentazione. «E se formattiamo?», propone Uggetti a Marini. Nella perquisizione al comune i militari hanno scoperto che alcuni hard disk dei computer utilizzati per mettere a punto il bando sono stati sostituiti e gli originali spostati in un’altra ala del municipio. Uno degli hard disk fatti sparire era nel pc di Uggetti.

«NON PERQUISITECI»
Tanto affanno, secondo gli investigatori, è frutto della paura. «Lui si aspetta qualcosa… si aspetta qualcosa», dice Luigi Pasquini, procuratore speciale di Sporting Lodi e presidente della Wasken Boys, indagato nell’inchiesta. «Si aspetta un’indagine», spiega a Marini in una conversazione del 12 aprile in cui lo informa di un colloqui con Uggetti. «Metti che arriva la finanza… sei sicuro che non entrano?», chiede Pasquini al sindaco. «Io ne sono sicuro, c’è un piccolo segnale. Scommettiamo? Io scommetto perché sono sicuro di vincere!», afferma il primo cittadino. Pasquini briga per avere informazioni, approfitta del fatto che alcuni militari della finanza accompagnino i figli in piscina e cerca di avvicinarli. Uggetti invece punta ben più in alto e il 16 aprile invia un messaggio a Massimo Benassi, comandante provinciale della gdf di Lodi, chiedendo un incontro. Il colonnello informa immediatamente la pm Laura Siani e il 18 aprile, quando il sindaco si accomoda sul divanetto azzurro nell’ufficio di Benassi, viene fatta partire l’intercettazione. «Ci tenevo a dirle un paio di cose in massima trasparenza e franchezza perché mi hanno un po’ disturbato», esordisce Uggetti. La questione riguarda Marco Ballardini, grande escluso dall’appalto, che protesta sui giornali locali adombrando imbrogli. Uggetti e Marini sono preoccupati per una sua eventuale denuncia che potrebbe smascherare gli accordi sull’appalto delle piscine, la strategia del sindaco è mettere in cattiva luce Ballardini. «Onestamente non ha i crismi dell’onestà, poi io non sono uno che deve dare patenti a nessuno, però francamente è molto fastidioso… perchè cerchi di sistemare le cose… eccetera… passare poi per quello che fa le robe storte», fa notare. Quindi arriva al sodo: «Per essere veramente esplicito, mi scoccerebbe che a voi arriva l’esposto e dovete fare l’indagine… mentre venite in comune a prendere i documenti vi vede qualcuno, arriva il giornalista, indagine al comune della guardia di finanza, bufera sul comune, e che due co…oni, capito?». Quindi lancia il suo appello finale: «Cioè non ho paura… di fatto voi siete incolpevoli, nel senso che voi dovete fare il vostro lavoro e ci manca che non lo fate, però era solo per segnalare questo disagio, ecco».

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