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Un pachistano sindaco di Londra? Duello nella capitale fra Sadiq Khan e Zac Goldsmith

Duello per lo scettro di Londra. Il laburista Sadiq Khan, figlio di un autista d’autobus pachistano, e il conservatore-ecologista Zac Goldsmith, rampollo di una ricchissima famiglia e con mamma di origini aristocratiche, si sfidano oggi, giovedì 5 maggio, alle urne. Il vincitore succederà a Boris Johnson, per otto anni sindaco conservatore ma molto ribelle della capitale che ora si potrà dedicare anima e corpo alla campagna per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea nel referendum del prossimo 23 giugno e, se avrà successo, forse pure per la corsa alla successione del premier David Cameron.
Grande favorito della vigilia, nonostante la tempesta che scuote il suo partito, è il laburista Khan, 45 anni, che diventerebbe così il primo sindaco musulmano di una grande città europea. I londinesi eleggeranno anche l’Assemblea cittadina, composta da 25 membri, divisi ora tra laburisti (12), conservatori (9), verdi (2) e liberaldemocratici (2).

Non si vota solo nella capitale. Gran parte dei sudditi britannici è chiamata alle urne, oltre che per scegliere il futuro sindaco di Londra, anche per eleggere i rappresentanti in 124 consigli locali in Inghilterra, i deputati dei parlamenti regionali di Scozia, Galles, Irlanda del Nord, 41 commissari di polizia. Il quotidiano «The Times» preannuncia però un alto tasso di astensionismo: «L’interesse dell’opinione pubblica è basso e la ragione è semplice: i candidati non sono di alto calibro».

Un test per il Labour

A un anno di distanza dalle elezioni politiche del maggio 2015 e con un occhio al referendum sull’Unione europea del 23 giugno, questo voto sarà comunque un importante test per il premier conservatore David Cameron e per il neo-leader laburista Jeremy Corbyn. Tra i protagonisti del voto c’è anche la premier scozzese, Nicola Sturgeon, leader degli indipendentisti dello Scottish National Party: secondo i sondaggi si avvia a un trionfo elettorale, ai danni soprattutto dello Scottish Labour Party che potrebbe arrivare addirittura terzo dietro i conservatori. In Galles, invece, i laburisti dovrebbero riuscire a mantenere la maggioranza e in Irlanda del Nord non si prevedono scossoni all’attuale equilibrio tra Partito democratico unionista (pro-britannico) e Sinn Fein (repubblicano).

Il voto di giovedì sarà un banco di prova soprattutto per il neo-leader del Labour Party, Jeremy Corbyn, aspramente contestato dai «notabili» del suo stesso partito, tra cui diversi ex ministri del governo ombra di Ed Miliband. L’abile Sadiq Khan ha compreso che non tira una buona aria nel suo partito, e così nelle ultime settimane ha cautamente preso le distanze anche dal suo leader.

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