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Boeri e i vitalizi parlamentari, la casta non si smentisce mai

La polemica tra il presidente dell’Inps Boeri e la Camera sui vitalizi è umiliante, imbarazzante e al tempo stesso stucchevole. Uno spettacolo tra l’altro già andato in onda sul palcoscenico dei media con personaggi diversi. Boeri ha dato corpo, sostanza, numeri a ciò che tutti sostengono da anni: i vitalizi alla Casta sono decisamente intollerabili, pur con tutti i distinguo del caso. Soprattutto in una stagione che vede gli italiani stringere la cinghia e il numero dei poveri, quelli veri, crescere in modo esponenziale. E’ ingiusto, fa rabbia. Ma Boeri lo dice con i numeri, ci sono dei soggetti che hanno varcato il portone di Montecitorio che prendono di pensione il doppio di quanto abbiano versato di contributi. Rabbrividente la risposta a stretto giro di comunicato della Camera, in sostanza un “fatti i fatti tuoi, noi con l’Inps non abbiamo niente a che fare, i vitalizi dei parlamentari non li paga l’Inps. Peccato, ci saremmo aspettati un gesto di responsabilità dal Parlamento, ci saremmo aspettati che la Boldrini annunciasse la rinuncia al vitalizio nei termini attuali, dando il buon esempio. Niente da fare. Invece di una contrita ammissione (quei soldi non ci spettano, c’è chi ne ha bisogno), arriva una arrogante presa di distanza sul problema. E allora monta la rabbia: quei soldi non faranno il giro dall’Inps per arrivare a Montecitorio ma quel che è certo è che provengono dalle tasche dei contribuenti. La casta non si smentisce mai.

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