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FESTIVAL ORIENTE/ Salute e benessere integrale, workshop su medicina cinese e medicina occidentale

Cultura shaolin e medicina occidentale. Due concezioni diverse. Antitetiche? Forse è un luogo comune da sfatare. Si possono individuare percorsi paralleli? Si può gettare un ponte tra due approcci solo esteriormente diversi e divergenti? In qualche modo le due culture possono tendere e talvolta arrivare allo stesso obiettivo seguendo metodologie diverse. E’ il tema del workshop che vedrà domenica il confronto, nella sala 2 del padiglione che ospita il Festival dell’Oriente tra il maestro Shi Yan Hui, monaco guerriero di 34ma generazione. e il prof Vincenzo Saraceni dell’Università La Sapienza. Arbitro e moderatore il direttore de Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio, Giovanni Tagliapietra. Saranno di fronte due personaggi che incarnano punti di partenza diversi, culture obiettivamente diverse, ma che nella loro attività mirano ad un obiettivo comune. Il benessere dell’individuo. Concetto che va oltre, che è superiore a quello – genericamente inteso – di salute. La salute, la buona salute, è l’assenza di malattie, di dolori. Il benessere è altro, è un gradino di più. E’ armonia, equilibrio tra corpo e mente. In questa ottica il maestro Shi Yan Hui e il prof. Saraceni mirano allo stesso obiettivo. La cultura Shaolin mira nelle sue diverse articolazioni a stabilire-ristabilire-mantenere un equilibrio attraverso una serie di esercizi, fisici e mentali; la riabilitazione nella accezione del fisiatra Saraceni va dalla stessa parte, educa e rieduca corpo e mente, articolazioni, muscoli e cervello a ritrovare un equilibrio compromesso. Non si tratta, come qualcuno può pensare, di un processo meccanico di esercizi, ma un percorso che coinvolge il soggetto in tutte le sue componenti, fisiche e mentali. Ginnastica posturale e Kung fu? Partono da una presa di coscienza comune del corpo e della mente umana e arrivano con metodologie in fin dei conti non del tutto diverse allo stesso obiettivo. Far circolare il sangue, raggiungere un equilibrio, distendere i tendini spiegato nei suggestivi termini della cultura shaolin, riattivare percorsi muscolari, nervosi, cognitivi interrotti secondo codici e strategie riabilitative sperimentare porta allo stesso punto.
I due relatori proveranno a raccontare i due percorsi cercando di evidenziare i passaggi comuni, i principi comuni. Per entrambi prevenire (con le modalità che le due culture esprimono) è il primo passaggio. Lo stile di vita che suggerisce la cultura del prof. Saraceni mira ad impedire che determinate patologie (anche la sua specifica area di competenza) nascano e si sviluppino. Tutta la filosofia Shaolin mira a mantenere un equilibrio che prevenga la patologia. Addio dunque alla scienza della malattia ( su cui si sempre e unicamente dedicata la medicina) orientata a “ prevenire” le malattie nel convincimento che la salute sia solo assenza di malattia. Il cambio di paradigma sembra radicale.

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