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Scandalo a Chieti, più di quattrocento lauree regalate?

Non sono 250 le lauree in Servizi sociali dell’Università d’Annunzio di Chieti da annullare: sono addirittura quasi il doppio, ovvero 411. Alla fine della conta va abbondantemente ridefinito il perimetro di quella che già prima appariva come una questione piuttosto imbarazzante e oggi acquista i contorni dello scandalo. Il fulcro della vicenda ruota intorno ai diplomi rilasciati tra anni Ottanta e primi Novanta da un istituto privato di Fermo, nelle Marche, (il Social College Ab antiqua universitate picena) con cui centinaia di aspiranti dottori si sono presentati alla segreteria della d’Annunzio – siamo saltati avanti, tra 2001 e 2009 – lucrando crediti accademici per vedersi abbonati due anni (su tre) di esami. Non è la prima gestione disinvolta della legge Moratti vista in Italia ma quando l’attuale direttore generale della d’Annunzio, Filippo Del Vecchio ha scoperto che il Social College era nella lista nera del ministero («i titoli ottenuti in quelle scuole non sono accreditabili» hanno confermato dal Miur lo scorso marzo) è scattato l’iter per chiedere l’annullamento che ha sollevato un polverone.

IL PERCORSO A RITROSO
Anche perché navigando a ritroso nelle carriere accademiche dei dottori “speedy gonzales” si è scoperto che oltre i due anni abbonati per la legge Moratti, il terzo si poteva agilmente risolvere, in alcuni casi, addirittura dando otto esami e la tesi di laurea nello stesso giorno. Uno dei presidi del tempo Ezio Sciarra (l’altro è il professor Michele Cascavilla) in una lunga lettera al Messaggero fa chiarezza sul percorso che, a prescindere, appare sconvolgente. Intanto, spiega Sciarra, alla commissione di facoltà non competeva la validazione dei titoli privati bensì «solo una valutazione culturale e didattica dei curricula ai fini di un giudizio sulla preparazione dei candidati». Del non-accreditamento ministeriale, in parole povere, doveva sapere la segreteria di facoltà. Quindi, al punto attuale del pasticcio, a suo giudizio bisogna «costituire un’apposita commissione istruttoria con componenti del Senato a cui si vuole sottoporre il caso, scelti tra senatori non coinvolti in procedure di riconversione, per studiare i precedenti che pur ci sono, valutare le condizioni e le conseguenze legali, confrontarsi con gli altri atenei coinvolti a cascata a cui quei titoli sono stati presentati».

Del Vecchio non è di questo avviso: i decreti di annullamento sono in itinere, centinaia di carriere potrebbero essere a rischio. A corredo della correttezza e della buona fede di fondo, Sciarra porta anche il decreto di assoluzione per la vicenda singola di uno dei dottori “speedy gonzales” già denunciato a novembre dallo stesso d.g. della d’Annunzio. E con le parole del pubblico ministero della Procura di Chieti il preside si giustifica sul caso degli otto esami in un giorno: «Si spiegano nella forma colloquiale degli stessi e nella necessità di convalidare i titoli rilasciati nel precedente ordinamento entro tre anni dall’entrata in vigore del Dpr 14/1987; inoltre posto che l’indagato ha completato il corso di laurea in servizio sociale entro il 18.7. 2005, i reati si devono ritenere prescritti». Insomma, con o senza prescrizione, è tutto a norma di legge.

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