| categoria: attualità

Terrorismo, due fermi a Bari. Avevano foto degli obiettivi da colpire in Italia

Due persone sono state fermate a Bari con l’accusa di far parte di una cellula terroristica legata allo Stato Islamico e ad Al Qaeda. Secondo gli investigatori erano pronti a fare attentati in centri commerciali, porti e aeroporti. La cellula sarebbe stata composta da cinque persone. Uno è ricercato, altri due sarebbero già partiti per l’Afghanistan.
In base a quanto hanno potuto ricostruire i carabinieri del comando provinciale di Bari in un anno circa di indagini, iniziate dopo che uno degli indagati era stato visto e identificato mentre riprendeva con il telefonino gli esterni del centro commerciale Ipercoop di Bari nel quartiere di Santa Caterina, il gruppo stava progettando attentati in Italia, in Francia, in Belgio e in Inghilterra.
A loro, infatti, i pubblici ministeri Giuseppe Drago e Roberto Rossi contestano “la preparazione e l’esecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali, cittadini ed altri obiettivi civili”. “In particolare – dicono – l’organizzazione, che aveva disponibilità di armi, predisponeva, tramite la preventiva ispezione dello stato dei luoghi (anche con documentazione fotografica e video), attentati terroristici presso areoporti, porti, mezzi delle forze dell’ordine, centri commerciali, alberghi oltre che di altri imprecisati attentati terroristici in Italia e Inghilterra”.

Gli indizi in tal senso sono le decine di foto e filmati rinvenuti nei telefonini dei membri della presunta cellula terroristica: sono dei veri e propri sopralluoghi davanti ad aeroporti (ci sono i video degli interni dello scalo di Palese), porti, centri commerciali, alberghi, sia nel nostro Paese che in Inghilterra. Gli è stato trovato anche molto materiale ideologico di propaganda jihadista.

Pur non avendo soldi a disposizione, i presunti terroristi andavano e venivano dalla Gran Bretagna con voli low cost. E, due di loro, parallelamente avevano organizzato un gruppo internazionale di sostegno all’immigrazione clandestina che tra Bari, Calais e l’Ungheria gestiva i flussi di migranti in tutta Europa. Proprio questi continui viaggi ha reso necessario per gli investigatori il fermo, con due persone che sarebbero ancora irreperibili.

Nei loro cellulari ci sono anche foto in cui si fanno ritrarre con fucili d’assalto in mano, segnale – secondo gli inquirenti – della “disponibilità di armi da utilizzare per la preparazione di attentati”. Al momento del fermo, i cinque (si chiamano Ahmadzai Qari Khesta, Ahmadzai Surgul, Nasiri Hakim, Amjad Zulfiqar, Ahmadzai Gulistan) erano ancora in una fase iniziale del progetto ma avevano comunque messo in piedi “una rete di sostegno logistico” all’Is.

Ti potrebbero interessare anche:

CRISI/ Addio fabbriche, in Italia due cuochi per ogni operaio
Harry in Italia, da scavezzacollo a principe impegnato
TANGENTI/ Gip, da Mantovani favori in cambio di voti
Bankitalia, Renzi attacca Visco: 'Se Gentiloni lo conferma, non condivido'
Migranti, Viminale: 'Sea Watch va a Catania'
RAGAZZI FERMATI, DALLA CALIFORNIA ALLA VACANZA A ROMA



wordpress stat