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IL PUNTO/ Sorpresa, il Giubileo dà segni di vita

Molti lo ricorderanno, si era partiti malissimo, rispetto ai preventivi ingigantiti dall’entusiasmo e dalla necessità di pompare l’evento per ovvie ragioni strategiche. Venti milioni di pellegrini solo per il Giubileo, Roma non reggerà all’assalto, si diceva, la capitale collasserà. E quindi via a grandi lavori, grandi preparativi, a spasmodiche aspettative. Il colpo di mano di Papa Francesco avrebbe avuto importantissime ricadute sulla città, avrebbe risolto un sacco di problemi, altri ne avrebbe avviati a soluzione. Poi il flop, la delusione. Bergoglio si è inventato il Giubileo diffuso e tante Porte Sante da aprire in tutto il mondo, il terrorismo ci ha messo del suo, sono crollate le prenotazioni, l’evento è partito ed è proseguito sotto tono. Con preoccupata delusione di tutti. D’altra parte delle grandi opere previste se ne sono realizzate poche, giusto la sanità ha tratto qualche beneficio, Zingaretti ha approfittato per saldare qualche pendenza e per tagliare qualche nastro (le famose ambulanze non sono mica arrivate…). Ma improvvisamente, senza squilli di fanfare il Giubileo dà segni di vita. Piano piano il quadro si è ricomposto, circa 8 milioni e mezzo i pellegrini hanno attraversato le Porte Sante del Giubileo a Roma, circa 7 milioni e 200 mila la Porta di San Pietro, un altro milione 300 mila, si sono recati negli altri luoghi di culto della Capitale nei quali si può avere l’indulgenza plenaria. L’obiettivo di 16 milioni sembra quindi a portata di mano. Molto, molto meglio di niente. E il bello è che cominciano ad esserci ricadute positive sia sul commercio, sia sul fronte dei bed and breakfast. Lo testimoniano anche le validazioni dei biglietti metro, aumentate ad aprile del 2% rispetto a marzo.
Il beneficio economico riguarda prima di tutto il centro storico, dunque il I municipio, e soprattutto le zone attorno al Vaticano, questo è ovvio. Ma questo vale in principal modo per gli esercizi che forniscono il cosiddetto street food, ovvero panini, pizza, pasta da asporto, gelati. Insomma tutto ciò che si consuma in modo veloce e camminando. Solo a Borgo Pio ci sono 33 esercizi commerciali che forniscono piatti già preconfezionati, a cui vanno aggiunti una decina di ristoranti.
L’impennata del commercio “mordi e fuggi” non è da sottovalutare, anzi, se si considera che i mesi di gennaio, febbraio e marzo erano stati pessimi. Ma ad aprile si sono visti i primi segni della ripresa, maggio dà soddisfazioni e giugno potrebbe andare ancora meglio. Soddisfazione anche da parte dei bed and breakfast, degli affittacamere e dei gestori di case vacanze. C’è un aumento delle presenze del 3% medio, soprattutto per le strutture a ridosso del Vaticano e in Prati. Tariffe però scontate rispetto allo scorso anno per attrarre i viaggiatori. Potrebbe essere una estate felice, settembre e ottobre potrebbero essere di soddisfazione. Potrebbe anche essere l’occasione (ma ci vorrebbe una testa pensante e con potere, merce assente sul mercato) per impostare nuovi criteri di una politica dell’accoglienza. Difficilmente si arriverà ai 25 milioni di cui aveva parlato il Censis alla vigilia dell’inaugurazione dell’Anno Santo. Accontentiamoci

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