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In Austria vince Van Der Bellen, ma l’ultra destra non è sconfitta

Vienna - Van Der Bellen

Hofer ha ammesso la sconfitta, lo ha scritto sulla sua pagina Facebook: si è detto «triste» per il risultato, ma ha inviato i suoi elettori a non scoraggiarsi. «L’impegno profuso per questa campagna elettorale – ha aggiunto – non è perso ma rappresenta un investimento per il futuro». Il voto rappresenta comunque una sconfitta e un serio campanello di allarme per l’establishmnent austriaco, spazzato via al primo turno del 24 aprile quando i partiti socialdemocratico e popolare, che governano assieme a Vienna, hanno visto i loro candidati fermarsi con un umiliante 11% venendo esclusi dal ballottaggio per la prima volta nella storia postbellica.

Hofer era stato il più votato con il 35,1%, seguito da Van der Bellen, indipendente sostenuto dal partito dei Verdi, al 20%. Un terremoto politico legato al rallentamento dell’economia, l’aumento della disoccupazione, con timori diffusi verso la globalizzazione che sono stati alimentati dalla crisi dei migranti diventata tema centrale della campagna di Hofer. Prima vittima è stato il cancelliere socialdemocratico Walter Faymann che si è dimesso nei giorni successivi al primo turno delle presidenziali, venendo sostituito dal suo collega di partito Christian Kern, ex direttore delle ferrovie austriache.

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