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Allarme industria, sta frenando. E l’auto si ferma

Un mese poco brillante per la produzione, peggiore per le vendite. A marzo i ricavi dell’industria italiana cedono l’1,6% su base mensile destagionalizzata, il 3,6% in termini annui, peggior dato da agosto 2013. Una caduta in entrambe le misurazioni Istat legata soprattutto alla frenata sul mercato interno, dove il fatturato cede il 4,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.La frenata dei Bric’s e il rallentamento del commercio mondiale sono visibili nei numeri dei ricavi legati all’export, giù del 2,2% su base annua, positivi di appena un decimale nel confronto mensile.
Una caduta corale in termini di macro comparti, con l’unica eccezione positiva nei beni di consumo durevole, in progresso del 4,6%. Altrove solo segni meno, con l’energia a realizzare ancora una volta la peggiore performance: -24,8%.Tra i settori, crescono solo farmaceutica, gomma-plastica, elettronica e mezzi di trasporto (non le auto), ma queste performance positive sono oscurate dalle cadute realizzate altrove, con cali superiori al 9% per metallurgia e tessile-abbigliamento e segni meno anche per macchinari, alimentari, chimica ed apparati elettrici.

Per la prima volta da dicembre 2013 – rileva l’Istat – il fatturato dell’industria degli autoveicoli è in calo, in frenata del 6,5% rispetto all’anno precedente. Per il settore auto è negativo anche il bilancio dei primi tre mesi dell’anno, con i fatturati in contrazione del 3,3%.

Gli unici segnali confortanti, per la verità parziali, arrivano dal lato degli ordini. Su base mensile calano del 3,3% (soprattutto per la frenata del 5,8% oltreconfine) ma nel confronto annuo c’è almeno una tenuta: +0,1% grazie al mercato interno, spinto al rialzo soprattutto dalle commesse dei mezzi di trasporto (anche in questo caso, non le auto), in crescita del 30,7%.
I dati negativi di marzo portano in rosso il bilancio dei ricavi dell’industria del primo trimestre, un calo dell’1,5% che allontana i target posti per l’intero 2016 (+0,9% la stima di Prometeia-Intesa Sanpaolo in valori correnti), raggiungibili a questo punto solo in presenza di una decisa accelerazione nella seconda parte dell’anno.

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