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La piccola Favour vive in una casa famiglia. Ma l’adozione non sarà così semplice

Le hanno dato un nome che suona come un augurio. Favour, “privilegiata”, sperando che il suo futuro sia ricco di opportunità. Che abbia una vita felice, nonostante tutto. Come si chiamasse realmente nessuno sull’isola lo sapeva. E a ribattezzarla, all’esordio di questa sua nuova esistenza, sono stati i suoi soccorritori: medici e infermieri del poliambulatorio di Lampedusa che l’hanno accudita appena sbarcata. Sola, senza la sua mamma, morta per le ustioni durante la traversata del Canale di Sicilia e gettata in acqua dai suoi compagni di viaggio. Una delle tante tragiche storie che hanno reso il Mediterraneo un’enorme tomba liquida. Favour viene dalla Nigeria e ha solo 9 mesi. In una sorta di staffetta della solidarietà, cominciata sul barcone della speranza, è passata tra le braccia di chi con lei aveva preso il mare dalla Libia. Una donna, in particolare, l’ha cullata e l’ha fatta mangiare. Poi, giunta a Lampedusa, è stata accolta da Pietro Bartolo, il medico che tanti migranti ha soccorso e curato in questi anni. «Mi spiace non averla potuta tenere con me», dice nel giorno in cui Lampedusa è tornata sotto i riflettori per la visita del Capo dello Stato, sull’isola, insieme ai ministri dell’Interno e dei Beni culturali, Angelino Alfano e Dario Franceschini, per inaugurare il museo della Fiducia, omaggio ai migranti che non ce l’hanno fatta e a quelli che anche grazie all’aiuto dei lampedusani ora hanno una nuova vita.

TRA LE BRACCIA DI BARTOLO Di Favour, che ora si trova in una casa famiglia per neonati a Palermo, ha parlato anche Mattarella. L’ha definita «necessariamente italiana». Perché è in Italia che la piccola rimarrà. La sua foto tra le braccia di Bartolo, che in tanti chiamano il medico della speranza, ha fatto il giro del Paese. E sui giornali e sui social decine di persone si sono offerte di prenderla in affido o adottarla. Una gara di solidarietà di cui Favour non può sapere. La bimba sta bene, non ha mai smesso di giocare, l’hanno riempita di regali. Ma le intenzioni e gli slanci non bastano, perché la legge per i bambini come Favour non è semplice. Lo spiega Maria Teresa Maccanti, presidente di Naaa, ente accreditato per le adozioni internazionali: «Le autorità devono accertarsi che la piccola non abbia parenti in vita – dice -. Va contattata l’ambasciata del suo Paese di origine per rintracciare gli eventuali familiari in Africa o in Europa. È molto probabile che, se la mamma della bambina si è sottoposta al lungo e pericoloso viaggio verso l’Europa, avesse parenti da qualche parte da raggiungere». Solamente se dovesse risultare che è davvero sola, il giudice potrebbe decidere per un’adozione, che in questo caso sarebbe nazionale in quanto la bambina è già in Italia.

«Comunque non sarebbe un iter cosi’ semplice. – chiarisce Maccanti – Sicuramente, quello che sarà fatto presto è un affidamento a una famiglia, in attesa di decidere del suo futuro». Parole confermate dal tribunale dei minori di Palermo che sta valutando il caso. Della sorte della bambina ieri il capo dello Stato ha parlato anche con la poliziotta che da Lampedusa l’ha portata a Palermo consegnandola alla struttura che al momento la ospita. L’ispettrice è rimasta molto colpita dalla storia di Favour. «Durante il viaggio per Palermo – ha raccontato – è stata tranquilla. Mi scrutava con i suoi grandi occhioni neri. Mi sono emozionata a tenerla in braccio». «Sono una mamma – ha detto – e per questa piccola chiedo solo che trovi una famiglia che le dia quello che la vita finora le ha negato». Ma se Favour ce l’ha fatta, tanti bambini sono morti durante i viaggi verso l’Europa. Per loro, per i piccoli del mare, la Galleria degli Uffizi di Firenze, tra le istituzioni che hanno “prestato” al Museo della Fiducia alcune delle loro opere per l’esposizione inaugurale, ha deciso di portare sull’isola l’Eros Dormiente di Caravaggio. Un quadro che l’autore dipinse a Malta, isola in cui fu accolto e trovò rifugio mentre era ricercato per omicidio. L’Amorino che dorme ricorda il piccolo Aylan, il bimbo siriano morto sulla spiaggia turca di Bodrum un anno fa. Ma nella tela, Eros dorme e si sveglierà.

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