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DIETRO I FATTI/ Zingaretti, Rieti e la politica delle Rsa

È stata inaugurata nel Reatino la RSA San Raffaele Borbona. A tagliare il nastro il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, alla presenza, tra gli altri, dei vertici dirigenziali del Gruppo San Raffaele (in prima fila l’on Antonio Angelucci) e della ASL di Rieti, del Sindaco di Borbona Maria Antonietta Di Gaspare e di S.E. Monsignor Domenico Pompili, Vescovo di Rieti. Un avvenimento importante, di grande rilievo per il territorio reatino che il governatore ha voluto sottolineare con la sua presenza. “L’apertura di questa RSA, bellissima e degna di un Paese moderno, è l’ennesima tessera di un mosaico che è il risultato della collaborazione tra Governo, Comune, Regione e un Gruppo, come il San Raffaele, tra i più grandi e importanti del panorama sanitario italiano, in grado di offrire servizi assistenziali d’eccellenza”.
La RSA di Borbona accoglie ospiti non autosufficienti e non assistibili a domicilio ai quali sono erogate prestazioni sanitarie, socio-assistenziali, di recupero funzionale e di mantenimento. Si estende su una superficie di circa 6 mila metri quadrati immersa in un parco giardino di oltre 3 mila metri. Dispone di 60 posti letto organizzati in tre nuclei con camere a uno/due posti letto dotate di ogni comfort. E il Gruppo San Raffaele si è in qualche modo specializzato nel settore, vanta in campo geriatrico e gerontologico una pluridecennale esperienza clinico-assistenziale gestendo diverse RSA dal centro al sud della penisola (Lazio, Puglia e Sardegna). Borbona è un paesino di poco più di seicento anime nell’alta valle del Velino, a 760 metri di altitudine, una località che forse mai aveva visto nella sua storia una simile affluenza di auto blu e di scorte. Un paesino del quale la politica regionale probabilmente non aveva mai tenuto conto, vicino a Antrodoco e a Leonessa. Ma il Gruppo San Raffaele ha investito lì e avrà avuto le sue buone ragioni, quel che non ha saputo o voluto fare il Pubblico lo ha fatto un privato e gli anziani non autosufficienti dei piccoli centri sperduti di quella fetta di alto Lazio avranno una chanche di sopravvivenza in più. La notizia è sulla stampa locale, su un piccolo giornale di famiglia (Tosinvest-San Raffaele) e sul Tempo di Roma, new entry nell’orbita del Gruppo (ancora in forma non ufficiale). Sancisce un accordo, o una nuova alleanza tra Giunta Zingaretti e uno dei gruppi più potenti della sanità privata laziale. Ma non c’erano migliaia di licenziamenti sospesi? A Villa Buon Respiro (Viterbo) non sono stati fatti pesanti tagli? E al San Raffaele di Cassino non ci sono le lettere di licenziamento pronte nel cassetto della direttrice della struttura? E il braccio di ferro con la Regione? Tutto finito. La foto di quel famoso incontro tra Tonino Angeluccim Verdini e Zingaretti sui divani del Transatlantico a Montecitorio ha fatto il giro delle redazioni, a suo tempo. Gli Angelucci sono entrati prepotentemente in Unindustria sanità, Giampaolo Angelucci è nel direttivo e il presidente è Antonio Vallone (ad del Gruppo); nuove alleanze tra grandi famiglie (leggi Gruppo Garofalo) e nuove strategie. L’Aiop, associazione datoriale del settore, rimane sullo sfondo, in attesa. Il governatore ha ottenuto una pax sociale che gli è estremamente utile sul piano politico, e ha alleggerito la pressione sulle Rsa con agevolazioni fiscali che dovrebbero convincere l’utenza a scegliere questa via di sopravvivenza. Le Residenze Sanitarie Assistite sono il business del futuro, con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie da benessere. Serve investire per guadagnare, e servono coperture adeguate da parte politica e amministrativa. E così Zingaretti può tornare a governare con i vecchi metodi, gli unici che conosce, premiare gli amici e nel migliore dei casi non aiutare, ignorare quelli che amici non sono. C’è una fetta di sanità di eccellenza che deve patire le pene dell’inferno, che viene penalizzata, “punita”, taglieggiata per non essere allineata, ci sono strategie di investimento pubblico in sanità che Zingaretti si guarda bene dal fare. Servono ormai non meno di diecimila posti letto in Rsa, non ne è stato realizzato uno. E servono a Roma, non dove conviene all’imprenditore privato di turno.

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