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Francia, scioperi non si fermano a due giorni da Euro 2016

Se le alluvioni sembrano passate Non vede la fine in Francia l’ondata di manifestazioni e scioperi soprattutto nel settore dei trasporti e dell’energia, ma che da oggi interessano anche la raccolta dei rifiuti, che minacciano di creare non pochi disagi a due giorni dal fischio di inizio degli europei di calcio.

Poco fa i sindacati dei ferrovieri hanno confermato per domani un nono giorno di sciopero consecutivo alla Sncf a Parigi e nella sua regione e in altre città come Lione e Dunquerque nonostante gli appelli del presidente Francois Hollande e del primo ministro Manuel Valls e la bozza di accordo concordata due giorni fa che mantiene inalterata l’organizzazione degli orari di lavoro, il punto caldo della vertenza. Sempre oggi centinaia di cheminot hanno manifestato alla Gare du nord in occasione del passaggio di un treno pubblicitario di Euro 2016.

Altro motivo di preoccupazione per il governo è rappresentato dai piloti della compagnia di bandiera Air France, che minacciano di incrociare le braccia dall’11 al 14 giugno. Tanto più che le trattative sembrano essere ancora ad un punto morto. I sindacati questa mattina si sono detti “pessimisti” quanto alla possibilità di risolvere la vertenza in tempi ragionevoli per le “vaghe promesse” della compagnia. Il pomo della discordia è il taglio agli stipendi dei piloti.

E da oggi sono di nuovo bloccati i tre principali siti per il trattamento dei rifiuti della capitale e della sua regione insieme a tre inceneritori situati nel sud del Paese, uno dei quali utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti di Marsiglia. Bloccati dagli autisti in sciopero sono anche i quattro principali garage di camion utilizzati per la raccolta dei rifiuti della ville lumiere. Per le vie della capitale del resto già si vedono cassonetti stracolmi di immodizie. E se i rifornimenti di benzina sono migliorati, per lo sblocco dei depositi, ma varie raffinerie restano chiuse. E domani dovrebbero incrociare le braccia i portuali e i lavoratori del settore energetico.

Sempre oggi hanno cavalcato l’onda della protesta anche i lavoratori precari dello spettacolo che hanno inscenato una manifestazione niente meno che davanti all’abitazione parigina della ministra del Lavoro, Myriam El Khomri, firmataria della famigerata riforma del codice del lavoro che ha innescato la miccia che da tre mesi infiamma il Paese.

Perché, se i vari lavoratori mettono davanti le loro rivendicazioni di categoria, la fronda sociale che affligge la Francia converge sul progetto di legge El Khomri considerato troppo favorevole alle aziende. Una nuova manifestazione nazionale contro il job act francese è prevista per il 14 giugno a Parigi. In pieno Euro 2016.

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