| categoria: Roma e Lazio

Rafforzata la sicurezza al Gay Village

Dopo l’allarme per l’attentato di Orlando gli uomini della sicurezza che presidiano il Gay Village nel quartiere Eur a Roma sono passati da 45 a 60 unità. “Non siamo mai stati così tanti – spiega uno dei due addetti alla sicurezza che presidiano il Villaggio h24 anche quando è chiuso al pubblico e che diventano tre durante la notte – Gli anni scorsi eravamo 40-45, poi siamo diventati 50 e dopo l’attentato, su richiesta di Imma Battaglia (storica leader della comunità omosessuale e nel consiglio di amministrazione del Gay Village) siamo arrivati a quota 60. In questo modo anche noi che ci lavoriamo, siamo più sicuri”. Anche i metal detector sono passati da due a tre. “Sono più che sufficienti 3 metal detector – precisa l’addetto – anche perché l’ingresso è uno solo. Gli spettacoli al Gay Village sono iniziati da due settimane e da allora perquisiamo chi entra, soprattutto per evitare che le persone portino bottiglie di vetro che in caso di rissa possono diventare vere e proprie armi”.

“Sebbene la legge lo vieti, saranno fatte anche perquisizioni”, ha detto Vladimir Luxuria, ex parlamentare e tra i promotori della manifestazione. Secondo Luxuria, che ha auspicato che ora tutti scrivano ‘io sono gay’, l’attentatore della strage è un “omosessuale represso”.

“Sicuramente il Gay Village non lo chiuderemo – ha detto ai microfoni di Radio Cusano – perché significherebbe darla vinta a chi vuole farci vivere nel terrore. Ma siamo freddi e consapevoli. Aumenteremo le misure di sicurezza, abbiamo il metal detector. Abbiamo anche la volontà di andare contro la legge, perché la legge ci impedisce di fare perquisizioni a tutti quelli che entrano, che invece noi perquisiremo, nonostante i divieti”.

Luxuria ha detto la sua sulla strage di Orlando: “Credo che lui fosse un omofobo violento in quanto omosessuale represso. Anche questa cosa che lui picchiava la moglie solo perché non aveva fatto il bucato, mi dà l’idea che odiava le donne perché era un gay represso. Il fatto di aver reagito al bacio tra due uomini in maniera così violenta era perché voleva ammazzare quel gay nascosto dentro di lui”. “Tra le altre cose – ha aggiunto – voglio ricordare che i fondamentalisti dell’Isis ce l’hanno con i gay, li mettono sugli edifici più alti e li buttano dall’ultimo piano, poi però arruolano nei loro eserciti dei ragazzini di dodici anni che violentano. Sono dei pedofili in realtà”.

Infine, un auspicio: “Quando c’è stato l’attentato a New York erano tutti americani. Spero che tutti quelli che in passato hanno scritto Je suis Charlie, o Je suis Francois, oggi scrivano ‘Io sono Gay’, per lanciare un messaggio chiaro a tutti gli omofobi del mondo”.

Ti potrebbero interessare anche:

Atac, tagliati costi per 20 milioni. Calano le perdite nel bilancio 2012
Orrore a Fiumicino, feto abbandonato nel bagno del Centro commerciale
Tangenti anche per i lavori in aree tutelate, arrestata archeologa della Soprintendenza
LA DENUNCIA/ Cavallo stramazza a terra a Montecitorio
DAY AFTER/ Il questore D'Angelo ribatte al sindaco: "Io non faccio morti", stoppata la ven...
DIETRO AI FATTI/ Perchè Tronca governa a microfoni spenti



wordpress stat