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L’INTERVENTO/ Sabaudia, dove vai?

sabaudiadi Franco Brugnola
A circa un mese e mezzo dall’insediamento del Commissario l’attività politica è assente, addormentata, come la città sulle dune. Basta andare verso le nove di sera in Piazza del Popolo per vedere le tenebre che avvolgono l’Hotel Sabaudia al Lago chiuso da vent’anni, il Cinema, anch’esso chiuso da quattro anni e i bar senza clienti. Un Sindaco avrebbe dovuto adoperarsi per uno sviluppo durevole della città, non sono bastati i suoi eventi spot per cambiare le cose.
Ma quale è il dopo Lucci? Dalle ceneri del Consiglio comunale è nato il Movimento “Quelli del 4 maggio”, intitolato così dalla data dell’ultima seduta del Consiglio comunale in cui cadde il sig. Lucci, composto da alcuni dei partiti che hanno sottoscritto e votato la mozione di sfiducia all’ex Sindaco: Viva Sabaudia Viva, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che complessivamente avevano otto consiglieri e che dovrebbe essere sostenuto anche da PD. L’Associazione Cittadini al lavoro (Gervasi) pur avendo votato la mozione non ha aderito ed è attiva con molte iniziative di tipo sociale. Da Schintu di “Moderati per Sabaudia”, assente alla seduta del 4 maggio, non arrivano notizie. Ma per un esame del panorama politico dobbiamo guardare anche oltre la composizione del Consiglio oramai disciolto. Oltre al PD, che non aveva presentato una sua lista per una crisi interna e che risente dei problemi nazionali, ci sono: “L’altra Sabaudia” che ha raccolto parte della sinistra del PD, ma che alle elezioni del 2013 ha raccolto solo il 7,29% non riuscendo ad eleggere il suo candidato, scomparendo dalla vita politica e “Rifondazione comunista” anch’essa rimasta fuori ma che seguita a promuovere iniziative per i referendum e per la difesa dell’ambiente. Il Movimento 5 Stelle pur non essendosi presentato alle scorse elezioni, è anch’esso attivo. Un altro movimento che si è affacciato di recente all’attività politica è “Cambia Sabaudia” con il gen. Picotti. Ho lasciato per ultimo Lucci che alle scorse elezioni aveva preso con le due liste che lo sostenevano (FdI e Lucci Sindaco), solo il 27,12%, a fronte del 34,36% di Secci, ma che riuscì poi a prevalere al ballottaggio. Pur non potendo candidarsi a Sindaco nulla potrebbe impedire a Lucci di candidarsi a consigliere comunale e di far eleggere Sindaco una persona a lui vicina, accontentandosi (?) di fare l’assessore. Se si andasse a votare oggi ci troveremmo in presenza di tre gruppi più forti: “Quelli del 4 maggio”: la cui forza si basa sulla somma dei consensi ricevuti dai vari componenti, Lucci: forte del prestigio personale e “Cittadini al lavoro” che si basa sulla sua novità e l’attività sul territorio. La battaglia potrebbe essere vinta proprio conquistando i voti di chi non è andato a votare la volta scorsa. Un rischio potrebbe essere rappresentato dal voto disgiunto, molto utilizzato nel passato. Ma da qui alle elezioni manca ancora un anno e gli scenari potranno cambiare anche sensibilmente per quanto avverrà a livello nazionale; dopo il referendum costituzionale potremmo avere delle soprese.

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