| categoria: editoriale

Ballottaggi, quei colpi bassi in zona Cesarini

di Giulio Terzi

— Contro la candidata Raggi le hanno proprio provate tutte, e fino all’ultimo momento utile, fino allo sgambetto in area di rigore. Vedi il caso, sparato in extremis, sulla consulenza che l’avvocato Raggi diede alla Asl di Civitavecchia per una vicenda di recupero crediti e che – dicono indignati quelli del Pd – non è stata resa pubblica dalla aspirante sindaco grillina nei termini dovuti. A tanto si sono ridotti per insinuare l’estremo dubbio sull’avversario reo di non avere quella trasparenza che invoca con forza. Difendersi a questo punto della partita è quasi inutile, il danno – se danno effettivamente c’è – è irrecuperabile alla vigilia del voto. Ma l’episodio dà la misura di come in un clima surriscaldato si siano ampiamente superati i limiti e come almeno una parte sia ricorsa ad ogni tipo di colpo basso, di colpo proibito per danneggiare l’altra. Il confronto sui contenuti non regge più, troppo tardi per convincere che una ricetta sul debito o sul traffico sia migliore dell’altra, l’elettore ha già fatto il pieno e non ascolta più, un’idea se l’è fatta. Incerto e indecisi (quelli che ancora lo sono dopo questa infinita battaglia elettorale) se ne andranno comunque al mare. I due candidati rappresentano il vecchio e il nuovo, la rivoluzione e la conservazione. Ma certo non vengono scelti, a questo punto, per un carisma personale, per una caratura superiore che in questi mesi obiettivamente non hanno dimostrato. In ogni caso, per onore di cronaca, l’affaire Civitavecchia, fastidioso e null’altro, alla fine può diventare un boomerang. L’avvocato della Raggi ha fatto sapere che di quella consulenza il Comune era stato informato per tempo. L’idea del Pd, in fondo, era quella di far emergere che la grillina era stata favorita da un ambiente “amico”, dal sindaco di Civitavecchia che appartiene al M5S. Peccato che quel contratto sia stato stipulato con la Asl locale. Tutti sanno che le Asl dipendono dalla Regione, quindi dai manager di Zingaretti. Che certo non ha simpatie per la Raggi. Ma forse non lo avevano informato.

Ti potrebbero interessare anche:

Siamo con l'acqua alla gola, per favore liberateci del caso-Berlusconi
Kyenge, Kazakistan. Vogliamo tornare a parlare ( e a fare) dell'Italia?
L'operazione marketing funziona, ora Matteo deve portare agli italiani qualche risultato
Sia parità nei fatti, non nella forma. E stop alla retorica delle mimose
Italia sotto assedio, non c'è via d'uscita?
Renzi e lo zapping elettorale? Gli italiani potrebbero offendersi



wordpress stat