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Niente scelte interne, Zingaretti cerca dieci (costosi) nuovi consulenti per la Sanità

nicola-zingarettiIl personale interno non basta, parola di Nicola Zingaretti che ha deciso di assumere in Regione Lazio 10 consulenti esterni. Proprio sulle consulenze esterne Zingaretti perde il pelo ma non il vizio. Nonostante ci riservi le solite mirabolanti dichiarazioni su lotta agli sprechi e palazzo di vetro, il governatore del Lazio ha recentemente tirato fuori dal cilindro 10 nuovi incarichi a soggetto esterno all’amministrazione regionale: i bandi di concorso sono stati pubblicati sul Bur numero 44 del 3 giugno”.
A denunciare le spese allegre del presidente Zingaretti ì è il consigliere di Forza Italia, Adriano Palozzi che ha presentato un’interrogazione.
Queste le professionalità ricercate per il conferimento dell’incarico, pubblicate sul Bur: dirigente dell’Ufficio “Requisiti autorizzativi e di accreditamento” dell’Area “Pianificazione e controllo strategico, verifiche e accreditamenti” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; dirigente dell’Ufficio “Programmazione delle attività specialistiche, di libera professione i.m. e governo delle liste d’attesa” dell’Area “Cure primarie” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; dirigente Area “Servizio informativo socio-sanitario” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; Dirigente Area “Sussidiarietà orizzontale, Terzo settore e Sport” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; dirigente Area “Prevenzione e Promozione della salute” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; dirigente Area “Programmazione della rete ospedaliera e risk management” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; dirigente Area “Risorse economico-finanziarie” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; dirigente Area “Programmazione e monitoraggio dei consumi sanitari” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; dirigente Area “Politiche per l’inclusione” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali; e dirigente Area “Pianificazione e controllo strategico, verifiche e accreditamenti” della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali.
“Questo modus operandi peserà sul portafogli dei cittadini – dice Palozzi – mentre, al solito, i criteri di selezione dei 10 bandi, seppur previsti dalla legge fanno nascere parecchi dubbi, legati a opportunità e buonsenso: la valutazione, d’altronde, non è vincolata da procedure di comparazione formale fra i soggetti candidati. E i contratti, della durata di tre anni, prevedono stipendi che oscillano tra 240 e 270mila euro, per un totale complessivo di oltre 2,6 milioni di euro. Ma è mai possibile che nei nostri efficienti uffici, non si sia riuscita a reperire una figura in grado di ricoprire questi ruoli”?

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