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Appendino già all’attacco chiede le dimissioni di Profumo. Compagnia Sanpaolo: «Siamo autonomi dalla politica»

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«Chi ha fatto certe scelte che ho contrastato, come aumentare gli stipendi, deve fare un passo indietro». Il neo indaco di Torino, Chiara Appendino, fa un attacco a Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, dopo che quest’ultimo ha fatto approvare dalla Fondazione un provvedimento che crea un tesoretto da 400mila euro riservato all’aumento degli stipendi dei vertici della compagnia. Secondo il neo sindaco, che oggi ha tenuto il suo primo intervento pubblico in Comune a Torino dopo le elezioni di ieri, Profumo si dovrebbe dimettere.

«Verificheremo la situazione delle partecipate», ha detto ancora la Appendino, sottolineando di volersi ispirare ai criteri di trasparenza, partecipazione e meritocrazia per quanto riguarda le nomine. Il neosindaco di Torino ha ribadito di non aver condiviso la scelta della precedente giunta di aver nominato alcuni vertici negli ultimi giorni prima della campagna elettorale (Francesco Profumo alla Compagnia di San Paolo e Paolo Peveraro alla presidenza dell’Iren) e ha riaffermato la necessità di «inserire il semestre bianco», ovvero un periodo nel quale non potranno essere effettuate le nomine.

L’ente, in una nota, precisa che «nel suo statuto, solo 4 dei 17 componenti del consiglio generale vengono indicati da istituzioni politiche elettive. In particolare il Comune di Torino indica due consiglieri: tradizionalmente, ma senza alcun riferimento allo statuto, il presidente della Compagnia è stato scelto tra i consiglieri designati dal Comune di Torino». È stato così per Profumo, ma non per il suo predecessore Luca Remmert che era stato designato della Camera di Commercio di Torino e subentrato come presidente quando Chiamparino si è candidato come presidente della Regione. «Ridurre il processo di nomina dei vertici a una mera questione di indicazioni politiche e di applicazione dello spoil system – prosegue la nota – rappresenta un punto di vista non rispondente alla realta’ delle regole e dei comportamenti».

La Compagnia respinge anche le accuse su un aumento degli stipendi per presidente e consiglieri: «L’ipotesi di accantonamento di 400mila euro nel budget della Compagnia e’ stata formulata per promuovere l’attivazione di organi tecnici quali comitati scientifici, formati da esperti (e previsti dallo Statuto), per contribuire alla definizione delle linee programmatiche del prossimo quadriennio: adempimento, questo, legislativo e statutario. E’ quindi falso affermare che tale importo sia destinato ad aumentare gli emolumenti del presidente e dei consiglieri peraltro caratterizzati da un livello estremamente contenuto rispetto alle altre fondazioni».

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