| categoria: sanità Lazio

DIETRO I FATTI/ Chi vuole uccidere il S.Lucia e perchè

maxresdefault Di Giovanni Tagliapietra

Il governatore Zingaretti trova il tempo per andare ad inagurare la Rsa del S.Raffaele in uno sperduto paesino del Reatino ma dimentica di mettere un punto fermo allo scandalo del Forlanini. E’ rapidissimo a intervenire negli affari elettorali di partito, assicurando rifornimenti, sostegno impegni e promesse per il territorio, ma ha perso di vista il quadro generale della sanità laziale e delle sue criticità. Fa scattare le verifiche perché un funzionario della Asl RmF (diretta peraltro da un suo fedelissimo, Quintavalle) ha affidato un incarico alla candidata grillina in Campidoglio, ma resiste pervicacemente ad ogni pressione, anche autorevolissima, a risolvere questioni dalle quali dipendono le sorti di alcune migliaia di operatori e di decine di migliaia di cittadini. Eclatante, emblematico è in caso della Fondazione S.Lucia Irccs. Una eccellenza della sanità italiana in pericolo di vita e per la quale tutti si sbracciano a lanciare appelli e richieste d’aiuto. Neanche la visita (e i solleciti) del presidente della Repubblica e del ministro della salute hanno spostato Nicola Zingaretti dal suo granitico atteggiamento. C’è qualcosa che non va, qualcosa di perverso in questa vicenda. Lo scrivemmo tempo fa e lo ripetiamo adesso. Chi vuol far morire il S.Lucia, e perché? Sembra che le pressioni siano addirittura controproducenti, che le sentenze di Tar, Consiglio di Stato e tribunali varie scivolino sulle spalle del governatore. Che pure nel corso della sua campagna elettorale (sembra un secolo) visitò la struttura e in un colloquio privatissimo si impegnò personalmente ad allontanare le forze misteriose che volevano approfittare delle difficoltà della Fondazione. Oggi dice a chiunque gli chieda conto del disastro imminente che tutto va per il meglio, che tutto è sistemato. Intanto in via Ardeatina si fatica a tenere il passo con debiti e interessi, mentre la Regione con operazioni complesse (e discutibili), taglia servizi, riduce royalties, taglieggia in ogni modo la struttura. I cui vertici si dicono pronti da sempre a negoziare il futuro e da sempre invocano un tavolo “garantito” all’interno del quale i diritti del S.Lucia e le decine di milioni di crediti confermati da innumerevoli sentenze vengano rispettati. Con la logica del più forte la Regione fa melina, ritarda i pagamenti, li riduce improvvisamente, inducendo una precarietà supplementare che preoccupa i dipendenti e crea confusione. C’è un fortissimo interesse a tenere in scacco la Fondazione. Con altri soggetti forti della sanità privata accreditata regionale le cose sono andare ben diversamente. La teoria del complotto? Zingaretti ha uno strumento semplice e determinante per smentirla: salvando il S.Lucia con tutte le sue peculiarità.

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