| categoria: primo piano, Senza categoria

Contrordine, vince Brexit. Inglesi fuori dalla Ue. Panico nei mercati

08f8b555faa26a5c8e210e90a909cfce È stato un testa a testa costante, con continui ribaltamenti di fronte: alla fine ha vinto il Leave sul Remain e la Gran Bretagna è fuori dalla Ue. Il premier britanico, David Cameron, ha annunciato le sue dimissioni: rimarrà a Downing Street altri tre mesi, ma poi è necessario che per la guida dei negoziati con l’Ue ci sia una nuova leadership.Alta l’affluenza alle urne: ha votato il 72,2% dei cittadini. Il voto, oltre a far precipitare il Regno Unito nell’incertezza, rappresenta la sconfitta più netta per i fautori di una maggiore integrazione europea dopo la Seconda Guerra Mondiale e rischia di innescare un effetto domino in altri Paesi, anche se, secondo il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, “non ci sarà alcuna reazione a catena. Non credo che altri Paesi saranno incoraggiati a percorrere questa strada pericolosa”. Schulz ha sentito la cancelliera Merkel, come ha fatto anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Se devo dare un nome all’Europa, voglio chiamarla ‘casa’ – ha detto Renzi”. E assicura: “È un giorno non facile, ma l’Europa ha dimostrato di saper superare le difficoltà, l’Italia farà la sua parte”. Renzi sabato sera sarà a Parigi per incontrare Hollande. L’incontro precede quello di lunedì a Berlino tra Renzi, Hollande e Merkel. All’ordine del giorno gli sviluppi in Europa dopo la Brexit.

“Il popolo britannico ha parlato”, ha detto il presidente Usa Barack Obama, auspicando che i negoziati che si apriranno tra Regno Unito e Unione europea “assicurino stabilità, sicurezza, prosperità per l’Europa, la Gran Bretagna, l’Irlanda del Nord e per tutto il mondo”. In serata ha parlato con Cameron: “Sulla base della nostra conversazione sono convinto che la transizione del Regno Unito avverrà nella maniera più consona”. Il presidente ha aggiunto che le relazioni di Washington con Londra non cambiano che ha parlato anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

E la Federal Reserve ha fatto sapere di essere “pronta, se necessario, a fornire liquidità in dollari attraverso i canali esistenti con le banche centrali, per affrontare le pressioni sui mercati globali” esercitati dalla Brexit. Pressioni che “potrebbero avere conseguenze avverse per l’economia americana”, si legge in una nota della banca centrale statunitense.

“Il risultato del referendum in Gran Bretagna avrà senz’altro conseguenze per il mondo e per la Russia”, ha detto Vladimir Putin. Secondo il presidente russo il risultato “mostra il malcontento per lo stato della sicurezza e la mancanza di appetito per sovvenzionare altre economie”. Putin ha sottolineato che “la Russia non ha mai interferito, non sta interferendo e non interferirà nella scelta della Gran Bretagna” e ha poi definito le parole di Cameron secondo cui la Brexit avrebbe fatto “felice” il presidente russo come un “tentativo scorretto di influenzare l’opinione pubblica” e “manifestazione di un basso livello di cultura politica”.

Girandola di incontri. Un altro rischio a cui è inevitabile pensare è quello dell’unità europea, ma il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha dichiarato che la Ue è “determinata a mantenere la sua unità a 27” e ha sottolineato che fino a quando la Gran Bretagna non lascia, vengono formalmente applicate le norme Ue. Il presidente ha annunciato un incontro informale a “margine del Consiglio Europeo (del 28-29 giugno, ndr) e proporrò anche di cominciare un’ampia riflessione su futuro della nostra Unione”. Ricca l’agenda per gli incontri che Tusk avrà nei prossimi giorni con i leader europei. Intanto lunedì Hollande incontrerà a Berlino Merkel e Renzi.

Si è tenuta in tarda mattinata una riunione telefonica tra i ministri delle finanze del G7 per esaminare la situazione economica e finanziaria alla luce dei risultati sul referendum. I ministri finanziari “riconoscono che la volatilità dei mercati può avere implicazioni per la stabilità economica e finanziaria ma ricordano che le banche centrali stanno assicurando ai mercati la liquidità necessaria a favorirne il regolare funzionamento”, riferisce una nota dei ministri del G7 che precisano di “conservare la propria unità e la capacità di cooperare per la stabilità finanziaria”.

“Esortiamo le autorità di Regno Unito ed Europa a lavorare in maniera cooperativa per assicurare una transizione morbida verso una nuova relazione economica tra Gb e Ue, chiarificando inoltre le procedure e gli obiettivi generali che guideranno il processo”, è l’appello del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde. “Continueremo a monitorare gli sviluppi da vicino e siamo pronti a sostenere i nostri membri se necessario”, ha aggiunto.

L’Onu auspica che Londra resti un “solido partner” del Palazzo di vetro. Lo ha detto il Segretario generale, Ban Ki-moon, riferendosi all’esito del voto referendario in Gran Bretagna. Ban si augura relazioni stabili “sui temi umanitari e su quelli dello sviluppo, così come la pace e la sicurezza, e le migrazioni”. Quanto al periodo di transizione che cndurrà all’Unione a 27 membri, l’Onu confida “nel fatto che l’Europa ha ben dimostrato nella propria storia pragmatismo e responsabilità nell’interesse dei cittadini europei”.

Crollano i mercati. Profondamente scossi i mercati finanziari, che alla vigilia, si erano posizionati per una vittoria del fronte pro-Ue mentre a spoglio ormai quasi completato, i voti favorevoli all’uscita si attestano al 51,8%, contro i 48,2% di preferenze per restare. Chiusura da incubo per la Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che perde il 12,48% a 15.723,81 punti, bruciando 61 miliardi di euro, la maggiore perdita da quando è possibile ricostruirne a ritroso l’andamento, dal 1994, peggio anche del post crac Lehman il Ftse Mib del 2008 e del post 11 settembre 2001. Intanto affonda il prezzo del petrolio a New York: un barile viene scambiato a 47,54 dolllari (-5,13%). Anche la borsa di Madrid chiude accusando il peggior calo della sua storia: l’indice Ibex 35 ha lasciato sul terreno il 12,35 per cento, ma la “maglia nera” se l’è aggiudicata Atene, con un meno 13,42 per cento. Tonfo anche per Parigi che chiude in forte ribasso, con il principale indice Cac 40 a -8%. A tre ore dalla chiusura delle contrattazioni a Wall Street il Dow Jones perde il 2,99%, il Nasdaq il 3,81% e l’indice S&P500 il 3,16%.

La gioia di Farage. Grande la gioia di quanti hanno spinto per l’uscita dalla Ue: “Ora potremmo cantare il nostro inno senza che Bruxelles ci dica che è sbagliato”, ha detto il leader dell’Ukip, Nigel Farage commentando la vittoria le Leave. È “una vittoria della gente vera, una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l’inganno”, ha detto Farage, che ha definito il 23 giugno come l’Independence Day della Gran Bretagna. “Il premier David Cameron si deve dimettere immediatamente”, aveva detto subito dopo i dati definitivi. E non ha dovuto attendere troppo per avere una risposta.

Cameron si dimette. Le voci che il premier potesse lasciare subito l’incarico, infatti, si sono fatte più consistenti man mano che il voto si definiva. E, nonostante il ministro degli esteri di Londra, Philip Hammond, avesse detto che il premier avrebbe continuato il suo lavoro per garantire stabilità, Cameron ha annunciato che lascerà il suo incarico: “Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre”, ha detto in conferenza stampa.

La decisione del primo ministro è arrivata un po’ a sorpresa, dopo che anche tra i Tories, ottantaquattro deputati conservatori schieratisi a favore della Brexit hanno firmato una lettera in cui hanno chiesto al primo ministro di rimanere al suo posto qualunque fosse stato l’esito del voto: tra i firmatari vi sono anche l’ex sindaco di Londra, Boris Johnson e il ministro della giustizia Michael Gove. “Sono dispiaciuto per le dimissioni di David Cameron da premier, lo considero uno straordinario politico”, ha detto Johnson, oggetto stamani di una contestazione.

Crolla la sterlina. La sterlina accusa il colpo, ampliando le perdite sul dollaro a 1,33. Solo ieri sera era a 1,50 dollari, grazie ai sondaggi che prevedevano un vittoria del campo favorevole alla permanenza nella Ue. La moneta inglese ha segnato i minimi dal 1985: è il calo più forte di sempre.

Ti potrebbero interessare anche:

Grecia: societa Usa investe 23 milioni sull'Isola di Corfù
Chieti, assessore della casa arrestato: sesso in cambio di alloggi popolari
Cinque Stelle al bivio, messaggi confusi dal Circo Massimo
tv/ Autunno discovery tra cuochi, sport e storie estreme
Il Napoli torna grande, per la Juve è crisi vera
CERVETERI/ SINDACO PASCUCCI, LE NOSTRE SPIAGGE ESEMPIO DI ACCESSIBILITA' PER DISABILI



wordpress stat