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Nuove farmacie a Latina, il Tar ferma tutto

Tutto da rifare. Ieri è stata depositata la sentenza del Tar con la quale i giudici bloccano l’apertura di otto nuove farmacie a Latina. Il caso va avanti da quasi quattro anni tra delibere, ordinanze e ricorsi giudiziari. Il piano del Comune per le nuove farmacie risale infatti al 2012 e fu subito impugnato da alcuni titolari di farmacie già attive che ottennero la sospensione dal Tar, sostenendo che le nuove sedi previste erano troppo vicine a quelle esistenti.
Ma lo scorso febbraio la Regione Lazio ha emesso una determina con la quale ha assegnato le nuove sedi farmaceutiche, calpestando di fatto ciò che aveva stabilito il Tar. Nella determina si sottolineava il fatto che l’assegnazione delle nuove sedi era condizionata al pronunciamento del Consiglio di Stato, davanti al quale pende il ricorso. Una scelta piuttosto spericolata secondo le farmacie ricorrenti che hanno immediatamente impugnato l’atto davanti al Tar. Ieri i giudici della sezione di Latina (presidente Carlo Taglienti, Antonio Massimo Marra e Roberto Maria Bucchi) hanno accolto il ricorso concedendo 60 giorni alla Regione Lazio per il ritiro della delibera che «elude la sentenza 548/13 del Tar».

Ma non finisce qui. Il Tar ha disposto che, superato tale termine di 60 giorni, se la delibera non dovesse essere annullata dovrà intervenire «in qualità di commissario ad actus il Prefetto di Latina o altro funzionario da lui delegato il quale opererà con le modalità descritte» si legge nel provvedimento. Il ricorso è stato presentato dalle farmacie Morbella, Salvagni, Virgolino e San Luca.

Secondo i ricorrenti il piano elaborato dal Comune prevede troppe nuove aperture concentrate in una specifica area della città, mentre non sono previste nuove farmacie in aree dove ci sarebbe bisogno. Il ricorso al Tar fu vinto anche grazie a una perizia commissionata all’ingegnere Salvatore Pannunzio per dimostrare che nel piano non vengono applicati i criteri previsti dalla normativa e dallo spirito del decreto legge nazionale.

«L’intento della legge – sostengono i farmacisti contrari al piano – era garantire una presenza più capillare sul territorio. A Latina invece è stato deciso di aprire nuove farmacie in aree dove non c’è assolutamente bisogno, lasciando scoperte altre zone». Al Morbella, ad esempio, la nuova farmacia sarebbe aperta a 300 metri da quella già attiva in via Milano. Ma i titolari sostengono che non è solo una questione di interesse e di danno economico: «Due attività analoghe e troppo vicine – spiegano – si danneggiano a vicenda, senza migliorare il servizio all’utenza ma anzi peggiorandolo».

Secondo la perizia tecnica circa 71mila abitanti del centro urbano sarebbero serviti da 21 farmacie, mentre gli abitanti totali sono 119mila, serviti da 29 farmacie. L’introduzione delle nuove sedi, in sostanza, sarebbe stata più logica nelle periferie e nei borghi, piuttosto che concentrarle tutte nell’area di Latina Ovest.
Le nuove farmacie sono previste in Q5, Morbella, via Aspromonte, via Virgilio, borgo Piave, Latina Scalo e Pantanaccio. Ma ora il piano potrebbe essere rivoluzionato.

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