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OMICIDIO YARA: BOSSETTI CONDANNATO ALL’ERGASTOLO

Bossetti è stato condannato a risarcire le parti civili: il giudice ha deciso, come provvisionale, 400mila euro per ciascun genitore di Yara e 150mila euro per ciascuno dei tre fratelli della vittima. Un risarcimento pari a 1,25 milioni di euro. Cifra a cui vanno sommati 18mila euro di spese legali

Massimo Bossetti condannato all'ergastolo per l'omicidio della piccola Yara

Massimo Bossetti condannato all’ergastolo per l’omicidio della piccola Yara

BOSSETTI IMPASSIBILE ALLA LETTURA DELLA SENTENZA
E rimasto impassibile il muratore di Mappello quando il presidente della corte d’assise di Bergamo ha pronunciato la parola “ergastolo”. L’imputato non ha detto nulla e ha ascoltato in silenzio la lettura della sentenza, poi è uscito dall’aula del tribunale di Bergamo scortato dalla polizia penitenziaria.
PROCURATORE BERGAMO, PENA GIUSTA, DECISIVO DNA CONTRO BOSSETTI
«La pena è quella prevista per una persona che commette un omicidio a cui non sono riconosciute le attenuanti». Così il procuratore di Bergamo, Massimo Meroni, commenta la sentenza di condanna all’ergastolo per Massimo Bossetti, accusato del delitto di Yara Gambirasio. Un processo in cui «il Dna, la prova scientifica è stata decisiva». Per il procuratore si tratta di un primo passo di un’inchiesta «difficile» e il pm Letizia Ruggeri «è stata fantastica».
DIFESA BOSSETTI, SENTENZA GIÀ SCRITTA, FAREMO APPELLO
«Una sentenza già scritta: in 45 udienze, in 60 faldoni, non abbiamo trovato nessuna certezza contro Massimo Bossetti». Così Claudio Salvagni, legale dell’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, commenta il verdetto. «Non è una sentenza definitiva e una volta lette le motivazioni faremo appello», aggiunge il difensore. «Bossetti era molto fiducioso nella giustizia, ora il contraccolpo è forte, ma ha la scorza dura e saprà reagire», conclude.
A BOSSETTI TOLTA POTESTÀ GENITORIALE
Con la condanna all’ergastolo, i giudici della corte d’assise di Bergamo hanno tolto la potestà genitoriale a Massimo Bossetti in relazione ai suoi tre figli, tuttora minori.
FUORI AULA MOGLIE BOSSETTI ABBRACCIA COGNATA E PIANGE
Si sono abbracciate a lungo, fuori dall’aula, Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti, e la sorella del muratore condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Entrambe piangevano e Laura Letizia Bossetti ha detto a Marita Comi: «Fatti forza».
GENITORI, NESSUN DUBBIO SULLA COLPEVOLEZZA
I genitori di Yara Gambirasio non hanno mai avuto «dubbi sulla colpevolezza» di Massimo Bossetti da quando è stato arrestato. È quanto hanno riferito i legali di Fulvio e Maura Gambirasio, gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta. I familiari hanno anche aggiunto: «Ora sappiamo chi è stato, è andata come doveva andare, ma nostra figlia non tornerà».

DNA, FURGONE E FIBRE, ECCO SU COSA HANNO DECISO I GIUDICI


CELLE TELEFONICHE. Il 26 novembre 2010, giorno della scomparsa di Yara, l’ultima telefonata del muratore di Mapello è alle 17.45, poi il suo telefono non riceve traffico fino alle 7.34 del mattino dopo. L’ultima cella che aggancia è quella di via Natta a Mapello, un segnale che certifica la presenza di Bossetti nella zona e lo rende il possibile autore del delitto. L’imputato aggancia la stessa cella della vittima «un’ora prima e in direzione diversa», replica la difesa che sottolinea come il traffico telefonico del muratore sia identico a quello degli altri giorni.
FIBRE TESSILI E SFERE METALLICHE. Sul corpo della vittima sono state trovate delle fibre «compatibili» con la tappezzeria dei sedili del furgone di Bossetti. Non solo: sono state trovate anche delle sferette metalliche che riconducono a una persona che lavora «nel mondo dell’edilizia». Di visione opposta la tesi difensiva: la compatibilità in un processo penale non basta a escludere altre ipotesi. «C’è stato un contatto con quei sedili o si è seduta su sedili come quelli?», si chiedono gli avvocati che evidenziano come nel furgone sequestrato non ci siano tracce della vittima. Stesso ragionamento per la presenza delle sferette che «non danno nessuna certezza» sul colpevole.
MOVENTE E ALIBI. Bossetti non ha un alibi. «Non sa spiegare perché il suo Dna si trova sugli indumenti della vittima» e alcune intercettazioni in carcere sulla descrizione del campo di Chignolo lo tradirebbero. L’uomo con «una tendenza sfrenata a dire bugie», attratto dal genere femminile – testimoniato dalle ricerche pornografiche sul computer o nella corrispondenza con una detenuta – ha ucciso Yara. Non ci sono elementi per dire se si conoscessero, «ma l’assenza di un movente non è un elemento di deficit per le indagini». Inoltre avrebbe tentato la fuga il giorno dell’arresto, a testimoniare la sua responsabilità. Nulla per la difesa è certo: né l’orario, né il luogo della morte della minorenne. Nessuna traccia di amanti per Bossetti, per lui nessun tentativo di scappare. Le ricerche pornografiche fatte con un pc usato dall’intera famiglia risalgono a tre anni dopo la morte della 13enne e non indicano nessuna perversione dell’imputato.

LA STORIA DI YARA: LE TAPPE DI UNA VICENDA DURATA SEI ANNI

Le tappe dell’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio, dalla scomparsa alla camera di consiglio per la sentenza a carico di Massimo Bossetti 26 novembre 2010: Yara Gambirasio, 13 anni, scompare a Brembate di Sopra, nel Bergamasco. Ha lasciato la palestra in cui pratica la ginnastica ritmica ad appena 700 metri da casa e di lei si perdono le tracce. Alle 18.47 il suo telefonino è agganciato dalla cella di Mapello, distante circa tre chilometri da Brembate, poi la traccia scompare. 5 dicembre: il marocchino Mohamed Fikri, che lavora in un cantiere edile di Mapello é fermato a bordo di una nave diretta a Tangeri. Contro di lui un’intercettazione ambientale in cui sembra affermi ‘Allah perdonami non l’ho uccisà. Ma la traduzione era sbagliata. La sua posizione sarà archiviata perchè risulterà del tutto estraneo alla vicenda. 26 febbraio 2011: Il corpo di Yara, a tre mesi esatti dalla scomparsa, è ritrovato in un campo a Chignolo d’Isola, una decina di chilometri da Brembate (Bergamo). È stata uccisa sul posto, con alcune coltellate ma è morta anche per il freddo. 15 giugno 2011: gli investigatori isolano una traccia di dna maschile sui leggins e slip della ragazza. Sarebbe il Dna dell’assassino. 18 settembre 2012 : Nasce ufficialmente la ‘pista di Gornò: È estratto da una marca da bollo su una vecchia patente il Dna di Giuseppe Guerinoni, di Gorno sposato e padre di due figli, morto nel 1999, simile a quello trovato sul corpo di Yara. Comparato con il suo nucleo famigliare, non porta ad alcun risultato; da qui l’ipotesi che esista un suo figlio illegittimo. 16 giugno 2014 : È arrestato Massimo Giuseppe Bossetti, all’epoca 43 anni, muratore di Mapello, sposato e padre di tre figli. Due giorni prima gli era stato prelevato il Dna con il trucco di un falso controllo dell’etilometro. Il suo Dna era risultato coincidere con quello di Ignoto 1. A lui gli investigatori erano giunti attraverso la madre, Ester Arzuffi, che, secondo l’accusa, aveva avuto una relazione con Guerinoni. 27 aprile 2015 : Bossetti è rinviato a giudizio davanti ai giudici della Corte d’assise di Bergamo. È accusato di omicidio ma anche di calunnia ai danni di un suo collega di lavoro verso il quale avrebbe cercato di indirizzare le indagini. 3 luglio : Comincia il processo: la difesa dell’imputato chiede 700 testimoni che saranno poi sfoltiti dalla Corte 11 marzo 2016 : Bossetti si sottopone all’esame del pm, si proclama innocente e dice di aver pensato che Yara Gambirasio «era stata uccisa per mettermi nei guai». 22 aprile : La Corte non concede ulteriori accertamenti sul Dna e altre prove chieste dalla difesa. Per i giudici non sono superflui al fine della decisione. 13 maggio : Il pm Letizia Ruggeri chiede per Bossetti l’ergastolo e sei mesi di isolamento diurno. 20 maggio : Parlano le parti civili che chiedono a Bossetti un risarcimento pari a tre milioni e 249 mila 230 euro. 17 giugno : intervengono i difensori di Bossetti per chiederne l’assoluzione: «Questo imputato in diritto sarebbe già assolto» ma entrano in gioco «altre questioni: una bambina che non c’è più, anni di indagini e qualcuno vorrebbe utilizzare questo processo per propaganda forcaiola. 1 luglio : Bossetti, che nelle ultime dichiarazioni spontanee chiede che venga rinnovato l’esame del Dna, viene condannato all’ergastolo. Impassibile assiste alla lettura della sentenza, pronunciata dopo dieci ore di camera di consiglio. La moglie Marita invece darà sfogo alle emozioni piangerà abbracciando la cognata.

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