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Dacca, nove le vittime italiane, ostaggi sgozzati

9bf71dc23ce4316b9f549cd7ba03fca4Sono nove le vittime italiane per ora accertate nella strage all’Holey Artisan Baker di Dacca, Bangladesh, dove un commando di terroristi ha provocato 20 morti. Si tratta di Cristian Rossi, di Feletto Umberto (Udine) ex manager della grande catena Bernardi, che ora faceva il consulente per aziende italiane di abbigliamento, era sposato e padre di due gemelline di 3 anni, e Marco Tondat, giovane imprenditore nel settore tessile, di Cordovado (Pordenone), e Nadia Benedetti, viterbese, managing director della StudioTex Limited, azienda con sede principale a Londra, nel Regno Unito, e una succursale proprio a Dacca. Insieme a lei c’era anche Adele Puglisi, imprenditrice nel campo dell’abbigliamento, originaria di Catania, che proprio questa mattina avrebbe dovuto fare rientro in Italia. Sarebbe morta anche Simona Monti, 33 anni, di Magliano Sabina, di cui, da ieri, non si hanno notizie. Tra le vittime anche Claudia D’Antona, di Torino. Ancora non sono stati riconosciuti i corpi, ma le speranze che non si tratti di loro sono minime. Morti anche Claudio Cappelli, Vincenzo D’Allestro e Maria Rivoli. C’erano 11 italiani in tutti al ristorante caffetteria: uno di loro, Gianni Boschetti, si è salvato, riuscendo a fuggire appena prima dell’assalto.
I primi dati ufficiali parlano di 20 ostaggi uccisi dai terroristi, tutti stranieri: lo ha reso noto il direttore delle operazioni militari dell’Esercito, il generale Nayeem Ashfaq Chowdury. La maggior parte delle vittime dell’attacco di Dacca sarebbero italiani e giapponesi. Uno dei terroristi sarebbe stato catturato, mentre gli altri sei sarebbero stati uccisi nel blitz. «Siamo stati in grado di salvare 13 persone e non abbiamo potuto salvarne altre», aveva annunciato la premier bengalese Sheikh Hasina. Sei i terroristi uccisi e 13 gli ostaggi recuperati, tra cui un giapponese e due cittadini dello Sri Lanka. Varie fonti avevano indicato la presenza di cadaveri, di persone di cui però non si conosce la nazionalità. La premier, citata dalla Bbconline, ha inoltre riferito che un sospetto terrorista è stato arrestato: l’uomo è ferito ed è stato portato in ospedale. Al momento dell’attacco «c’era un tavolo occupato da numerosi italiani», ha detto oggi a Dacca Gianni Boschetti, che da 25 anni vive in Bangladesh ed opera nel settore tessile. «Io sono riuscito a mettermi in salvo – ha solo precisato parlando con un amico – ma adesso sono angosciato perché non so nulla della sorte del gruppo». Nelle prime fasi dell’attacco Boschetti è riuscito a gettarsi fuori dal locale e a salvarsi, ma non ha più saputo nulla della moglie e delle altre persone rimaste all’interno. «Molti dei civili all’interno del caffè di Dacca sono stati sgozzati dagli assalitori con lame affilate», riferisce l’esercito bengalese secondo quanto riportano i media internazionali. Lo riporta il Telegraph, che cita un soccorritore e un ufficiale. I testimoni hanno detto che le vittime avevano profonde ferite al collo e alla gola.
​L’attacco era cominciato intorno alle 21 locali (le 17 italiane), quando un commando di una decina di persone era entrato in azione all’Holey Artisan Bakery, un caffé-pasticceria nel quartiere di Gulshan, frequentato dai diplomatici, stranieri e middle-class locale. Subito era scattata l’allerta della polizia, che aveva bloccato la zona. Sono stati momenti di estrema tensione, anche per il rischio di eventuali vittime durante un possibile blitz, tanto che il premier Matteo Renzi era rientrato a Palazzo Chigi per seguire la vicenda, in contatto con la Farnesina. L’ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma,chiamato a chiarire al TG1 il numero degli italiani coinvolti aveva detto che da parte degli assalitori non c’era alcuna volontà di negoziare e che si trattava di una missione suicida L’Isis ha rivendicato l’assalto, attraverso l’agenzia Amaq, che gli fa da megafono, sostenendo che 24 persone di diverse nazionalità sono rimaste uccise. Quindi ha rilanciato, promettendo nuovi attacchi per la festa dell’indipendenza degli Usa, il 4 luglio, negli aeroporti di Heathtrow (Londra), Los Angeles e Jfk (New York).

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