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Francia-Islanda 5-2, show a Saint-Denis Deschamps: semifinale con la Germania

La Marsigliese sovrasta persino l’assordante suono del geyser e la Francia, adesso, è sempre più convinta che “le jour de gloire”, il giorno della gloria, possa arrivare. La favola Islanda finisce qui, tra gli applausi dei loro fantastici tifosi che, incuranti della lezione subita dai loro fratelli in campo, non hanno mai smesso di cantare: per i Bleus il 5-2 di Saint-Denis è il miglior viatico possibile alla grande sfida con la Germania, una semifinale che somiglia molto a una finale anticipata, perché nonostante Ronaldo e Bale, né il Portogallo né il Galles sembrano all’altezza dei campioni del mondo o dei padroni di casa. E alla luce di quanto accaduto nell’ultimo weekend e delle scorie che hanno lasciato i due quarti, la gara di giovedì a Marsiglia appare molto più equilibrata di quanto si potesse prevedere alla vigilia dell’Europeo.
a Francia domina la partita perché, oltre che sul piano tecnico, anche tatticamente il divario rispetto all’Islanda è enorme: il problema non è l’approccio per i vichinghi, che anzi iniziano col solito coraggio provando a calciare due volte verso la porta, ma i loro palesi limiti in fase difensiva subito smascherati dai Bleus. Del resto, nonostante il loro cammino trionfale, un gol lo avevano sempre subìto anche nelle partite precedenti. Così al 12′ Saevarsson salta a vuoto sul lancio di Umtiti, Arnason e Ragnar Sigurdsson si addormentano tenendo in gioco Giroud, il portiere Halldorsson si fa passare la palla sotto le gambe sulla conclusione del centravanti. Un disastro collettivo che prosegue minuto dopo minuto con il raddoppio di Pogba, imperioso nel suo stacco di testa che gli vale il primo gol all’Europeo, nel sinistro vincente di Payet e nel delizioso pallonetto di Griezmann lanciato da un tacco di Giroud più fortunato che magico. Al 45′, sul 4-0, la partita di fatto è già finita e lo Stade de France è in delirio.
L’Islanda salva l’onore con un secondo tempo che inorgoglisce il muro blu sugli spalti e chiude il suo magnifico Europeo segnando almeno un gol a partita: gli ultimi li realizzano Sigthorsson, poco prima che Giroud realizzi la sua doppietta personale, e Bjarnason che fissa il risultato sul 5-2. Deschamps, senza lo squalificato Kanté, ha optato per il 4-2-3-1 con Sissoko a destra e Griezmann accentrato: come altre volte nel corso dell’Europeo, l’attaccante dell’Atletico ha dimostrato che in quella posizione rende il doppio tanto che i 4 gol che lo rendono capocannoniere solitario del torneo non sono mai arrivati quando giocava (teoricamente) a destra nel 4-3-3. Certo, togliere un centrocampista anche contro la Germania rischia di creare problemi di equilibrio e il punto debole della Francia è proprio la difesa: anche l’Islanda, sebbene soprattutto sulle palle alte, le ha creato qualche problema. Dopo un cammino facilitato dal livello piuttosto basso degli avversari (Romania, Albania, Svizzera e Irlanda prima di stasera) Deschamps ha quattro giorni per trovare la soluzione ideale e prendersi la rivincita con i tedeschi dopo la sconfitta al Mondiale: se ci riuscirà la gloria sarà più vicina.

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