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Italia addio. Gli azzurri regalano la semifinale alla Germania

AFP_CP3V8Finisce male, malissimo, una semifinale cercata con i denti, zoppicando fino al’ultimo, dopo due tempi supplementari giocati alla morte. Ma non si possono buttare via quattro rigori. E così l’Italia di Conte è fuori, torna a casa. E regala all’avversario di sempre, la Germania, una semifinale che sembrava a portata di mano. Uno a Uno dopo i novanta minuti (pareggio agguantato su rigore), uno a uno dopo i due supplementari. 7-6 dopo i calci di rigore che in quattro hanno sprecato. Si può imputare a Zaza, a Darmian (il primo e l’ultimo penalty sbagliato), agli errori dal dischetto di Pellè e Bonucci la sconfitta? Certo che no. Abbiamo faticato a tenere testa alla Germania. Più forte, più equilibrata, più tonica. Ci siamo quasi sempre difesi e per almeno un tempo abbiamo giocato malissimo. Stanchi, stanchi fisicamente e psicologicamente, con alcuni giocatori meno concentrati di altri. Chiellini ha dato l’anima, la difesa targata Juve ha retto fin che ha potuto, Buffon ha fatto un paio di miracoli, Giaccherini si è battuto come un leone, De Sciglio e Florenzi hanno giganteggiato. Ma si è sentita la mancanza di un leader, di un uomo squadra, e la coppia Eder-Pellè è stata sotto le righe. Dall’altra parte bravi tutti, con un Boateng stellare che ha spazzato via tutti i pericoli per la difesa tedesca. Ha causato il rigore del momentaneo pareggio. Ma ha anche avuto la freddezza necessaria per calciare il suo rigore alle spalle di Buffon. Ce l’avevamo quasi fatta, nonostante tutto, se avessimo sbagliato un rigore in meno…Era e rimane una squadra operaia quella di Conte, che è riuscito a mascherarne i limiti fin che ha potuto. Si chiude, e malamente, un ciclo. La moglie di Conte piange in tribuna, ma pensa già alla prossima destinazione del marito, Chelsea. La Germania sorride e continua ad essere la nostra bestia nera.

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