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“Salumiamo” a Tokyo, nel primo trimestre export salumi italiani+27%

Dopo quella del 2000, a un anno dell’apertura del mercato in Giappone, e quella del 2008, con il supporto dell’Unione Europea, il governo italiano e la collaborazione dell’Istituto italiano per il commercio estero di Tokyo (Ice). Nell’ambito della promozione guidata dalla direttrice dell’IVSI Monica Malavasi e lo chef Cristian Broglia, varie visite sono state coordinate nelle principali scuole di cucina, accompagnate da dimostrazioni culinarie, degustazioni in centri commerciali, attività di pubbliche relazioni e conferenze per la stampa locale. Dopo gli Stati Uniti e la Svizzera il Giappone rappresenta il terzo mercato mondiale per l’esportazione di salumi. “Le nostre esportazioni fortunatamente continuano a crescere – ha detto all’ANSA Monica Malavasi, direttrice dell’IVSI. Da quando siamo partiti nel 2000 arrivare come terzo mercato extra Ue è stato un grosso risultato, perché qui rispetto agli Stati Uniti la comunità italiana è inesistente, e a differenza della Svizzera è un paese lontano. Beneficiamo del grande interesse che il popolo giapponese ha verso la cultura italiana, non solo cibo, ma anche musica, moda e passione per il nostro territorio, e quindi questo ci favorisce molto. E’ un popolo molto curioso e molto attento, vogliono conoscere ogni aspetto bene e questo aiuta perché i nostri prodotti non sono immediati e spesso serve conoscere la storia”.

Dalle 499 tonnellate del 1999, nel 2015 i volumi sono più che sestuplicati a 3.350 tonnellate di merce esportata e un valore di 34,2 mln di euro. Secondo i dati dell’Associazione industriali delle carni e dei salumi (Assica), l’accelerazione nei primi 3 mesi del 2016 è stata ancora più sostenuta: +26,8% rispetto al periodo di riferimento del 2015, per un valore di 8 milioni di euro. A guidare la crescita dei salumi sono stati prosciutti crudi e pancette.

“Servire il salume con il brodo in Giappone, con il loro dashi, magari di verdura o miso, sarebbe perfetto perché è anche una bevanda calda – ha spiegato lo chef internazionale e ambasciatore della campagna Cristian Broglia, presente a Tokyo.

Anche abbinato al sake, che è più alcolico del vino, perché andrebbe a pulire il palato su qualità differenti di salumi. Il nostro salume è unico e parla da solo. Basta solo conoscerlo”.

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