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Viaggio nelle terre di Parma nei luoghi di Maria Luigia

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Sulle tracce della duchessa d’Austria a 200 anni dal suo insediamento
Con la caduta di Napoleone il Congresso di Vienna concesse in vitalizio a Maria Luisa d’Asburgo, seconda moglie di Bonaparte e figlia dell’imperatore austriaco Francesco I, il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. La nobildonna vi si trasferì il 19 aprile del 1816, stabilendosi in un primo momento nel maestoso palazzo ducale di Colorno, a nord di Parma. Si innamorò di quella reggia, un’imponente Versailles in miniatura, che divenne poi una delle residenze estive, e del suo popolo che, come scrisse in una lettera al padre, “mi ha accolto con tale entusiasmo che mi sono venute le lacrime agli occhi”. Cambiò il suo nome in Maria Luigia, italianizzandolo, e annunciò: “il mio unico desiderio è di poter trascorrere qui la mia esistenza nella più grande tranquillità”.

Per celebrare il bicentenario dell’insediamento della “buona duchessa”, come veniva chiamata dai sudditi, la città emiliana e il suo territorio hanno organizzato un ricco calendario di eventi, mostre, iniziative, manifestazioni, attività didattiche e sedici itinerari tematici, pedonali e ciclabili, per ripercorrere i luoghi cari alla nobildonna. Si comincia dalla reggia di Colorno, a 12 chilometri da Parma: elegante e monumentale, con più di 400 sale riccamente affrescate e numerosi cortili, circondati da un grande giardino alla francese. Tra settembre e dicembre verrà allestita la mostra La prima reggia della Duchessa. Una rievocazione dell’allestimento luigino.
Alle spalle della reggia si può visitare a Cappella di san Liborio, costruita tra il 1792 e il 1796, e restaurata per volere della duchessa; all’interno si trova uno dei più pregiati organi antichi tuttora esistenti.

A sud di Parma, invece, si visita la Rocca Sanvitale di Sala Baganza, palazzo affrescato e maniero di caccia, appartenuto alle nobili famiglie dei Sanvitale, dei Farnese e dei Borbone; divenne residenza estiva di Maria Luigia per la fortunata posizione geografica sulle colline dell’Appennino. Qui sono previste manifestazioni ed eventi durante tutta l’estate, a cominciare dalla mostra Parma 1816. Dal ministro Magawly alla duchessa Maria Luigia, organizzata dal comune in collaborazione con il museo Glauco Lombardi di Parma e aperta al pubblico fino al 25 settembre.

Superato il fiume Taro, dopo circa 30 chilometri si arriva a Salsomaggiore Terme, sulle cui colline sorge il castello di Scipione dei marchesi Pallavicino, il più antico della zona; qui spicca un loggiato seicentesco con una vista mozzafiato sul borgo medievale, circondato da basse colline. Ed è proprio qui che il marchese Pallavicino raccomandò Giuseppe Verdi, ancora sconosciuto, come compositore presso la corte di Maria Luigia.

Proseguendo verso nord, superata Fidenza, si arriva in un altro luogo caro alla duchessa: l’incantevole Rocca Sanvitale di Fontanellato, dove visse la figlia Albertina, nata dall’amore con il conte Neipperg. La figlia di Maria Luigia conservò nelle sale della Rocca numerosi cimeli, ancora visibili nelle bacheche del castello, che testimoniano il rapporto di Maria Luigia con i nipotini Alberto, Maria e Stefano. Il 10 settembre a Fontanellato ci saranno una visita guidata tematica Vi racconto Nonna Maria Luigia e un tour notturno con una cena conclusiva. Da non perdere la mostra Albertina, la figlia della Duchessa al castello, in programma fino al 31 dicembre.

All’interno delle celebrazioni non va trascurata la città di Piacenza, dove la sovrana si trasferì nel 1831 dopo i moti insurrezionali di Parma; visse con i figli Albertina e Guglielmo a palazzo Mandelli che temporaneamente divenne la sede del Consiglio di Stato. In città vanno visitati palazzo Farnese e il museo del Risorgimento, dove sono esposti documenti, ritratti e testimonianze del passaggio di Maria Luigia. Molti cimeli sono esposti anche a Rocca d’Olgisio, in Val Tidone, a circa 30 chilometri da Piacenza; incastonata nella roccia è uno dei più antichi manieri piacentini, fondato attorno all’anno Mille, che offre giardini, sale delle armi, cantine e un piccolo loggiato cinquecentesco. Infine, c’è il castello Malaspina di Gambaro, all’interno di un borgo antico in Alta Val Nure, amato dalla duchessa che lo visitò più volte.

Anche a Parma sono stati organizzati eventi legati al bicentenario: passeggiate, mostre, festival e appuntamenti culturali. Dal 25 settembre al 18 dicembre si potrà vedere nella fondazione Cariparma e san Quirino la mostra Dalle munificenze luigine alla città futura; all’interno del palazzo del Governatore, nella centralissima piazza Garibaldi, verrà allestita tra ottobre e novembre la mostra Gli artisti della moda rileggono il Neoclassico e, dal 15 ottobre al 15 dicembre, all’Orto botanico si vedrà l’esposizione Maria Luigia e le scienze. Le collezioni naturalistiche dell’università. L’elenco delle mostre è davvero lungo; tra i più attesi ci sono la mostra L’alcova di Palazzo Picenardi: Maria Luigia e Neipperg sposi a Borgotaro, in programma dal 29 ottobre al 27 novembre nel museo Glauco Lombardi; interessante è anche l’esposizione Maria Luigia, la musica le lettere. Gli interessi personali della Duchessa attraverso i fondi della Palatina, tra novembre e dicembre alla Biblioteca Palatina, luogo di cultura arricchito di preziosi volumi rari proprio da Maria Luigia. Infine in galleria san Ludovico sarà esposta la mostra Nel tempio della Duchessa. Maria Luigia, San Ludovico e gli artisti parmensi tra novembre e gennaio 2017 mentre chiude gli appuntamenti l’archivio di Stato con la mostra Dallo sfarzo della diplomazia alla situazione economica e sociale del Ducato tra novembre e gennaio.
Per conoscere tutti gli appuntamenti e le iniziative: marialuigia2016.it

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