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Deutsche Bank ora chiede un piano europeo per le banche: «Servono 150 miliardi»

1849374_banca Conseguenze della Brexit sulla situazione economica della zona euro, sanzioni a Spagna e Portogallo per non aver rispettato il Patto di stabilità, lotta alla frode fiscale: ufficialmente la situazione delle banche italiane non è nell’agenda di Eurogruppo e Ecofin, ma i colloqui tra i ministri delle Finanze dell’Unione Europea potrebbero rivelarsi decisivi nel momento in cui proseguono i negoziati tra l’Italia e la Commissione per cercare di stabilizzare gli istituti di credito. «Le discussioni vanno avanti», ripetono da giorni fonti dell’esecutivo comunitario. Ricapitalizzazione preventiva di diverse banche, salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, misure per affrontare il problema dei Non Performing Loans (i crediti deteriorati, ndr): sono diverse le opzioni esplorate dal Tesoro e dall’Antitrust europeo utilizzando le eccezioni al bail-in in caso di «grave perturbazione dell’economia di uno Stato membro» e rischio per «la stabilità finanziaria».
La Commissione è pronta ad usare un certo grado di flessibilità sulle nuove regole del bail-in al fine di non colpire i risparmiatori, ma insiste affinché i grandi investitori subiscano perdite in caso di salvataggio pubblico. Ma alcuni paesi Germania e Olanda in testa insistono per preservare il principio del bail-in. La preoccupazione è evidente: «Seguiamo l’evoluzione delle azioni bancarie italiane», ha spiegato una fonte dell’Eurogruppo.

Toccherà al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rassicurare e al contempo cerca di convincere i partner e la Commissione a fare altre concessioni, giocando sulle prese di posizione della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale e sfruttando la debolezza di altri paesi. La tedesca Deutsche Bank è a rischio per i derivati. Il suo capo-economista David Folkerts-Landau ha chiesto un piano da 150 miliardi per stabilizzare il sistema bancario europeo. «L’Europa è estremamente malata e deve iniziare a affrontare i suoi problemi velocemente, oppure potrebbe esserci un incidente», ha avvertito Folkerts-Landau in un’intervista alla Welt am Sonntag.

IL DIBATTITO
All’Eurogruppo di oggi, i ministri delle Finanze della zona euro si concentreranno sulla Brexit e le possibili sanzioni contro Spagna e Portogallo per i loro deficit eccessivi. Il dibattito sull’uscita del Regno Unito riguarderà le «conseguenze» economiche, mentre non c’è ancora un’intesa su una «risposta» comune, ha spiegato la fonte dell’Eurogruppo. Su Madrid e Lisbona, la Commissione vorrebbe azzerare la multa, ma i paesi rigoristi insistono affinché ci siano sanzioni per preservare la credibilità del Patto. Nell’agenda dell’Ecofin di domani è invece prevista una discussione sull’unione bancaria ma, con l’Italia che chiede un’eccezione alle regole attuali, non si prevedono progressi sulla garanzia dei depositi.

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