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Santa Lucia, Storace chiede conto a Zingaretti dei problemi Regione-Fondazione

UpkPfA5XLjgPYwCah2RFvHisWXnSDGflM61UEhEKwuM=--storace“La situazione dell’Istituto S. Lucia è al collasso: scioperi del personale e fornitori che vogliono rientrare dei crediti sono solo una parte dei problemi che stanno condannando questo Istituto definito da Mattarella “crocevia tra la sofferenza, l’impegno professionale e la solidarietà”. La Regione con le sue politiche assurde sta completando l’opera. Zingaretti deve intervenire”. Lo scrive Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, che, questa mattina ha depositato un’interrogazione, la seconda, sul Santa Lucia. “Il 24 febbraio scorso il presidente Mattarella, e il ministro Lorenzin hanno visitato il Santa Lucia parlandone come di un polo di eccellenza. E c’era l’assessore Visini. Una settimana dopo, la Regione modifica i criteri di calcolo per i rimborsi delle prestazioni in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, quasi dimezzando i soldi per le prestazioni di alta specializzazione neurologica effettuate dal Santa Lucia. A febbraio 2014 avevo presentato una prima interrogazione sulla struttura, chiedendo la “Revoca del limite massimo fatturabile dalla Fondazione”: dopo due anni, in barba alla trasparenza sbandierata da Zingaretti, quella interrogazione è ancora in attesa di risposta. Oramai alla Fondazione – spiega Storace – spettano rimborsi per un triennio e le politiche di Zingaretti sembra stiano perseguendo l’obiettivo di depotenziare la Fondazione che, nel 2015, ha effettuato 2011 ricoveri e nei primi 5 mesi del 2016 già 615. Anche i fondi per la ricerca calano: fra il 2008 e il 2015 gli stanziamenti sono diminuiti di quasi il 29%. La Giunta Zingaretti è affetta da personalità bipolare: nelle occasioni ufficiali si fanno proclami, all’atto pratico si distrugge la struttura. Per questo, nell’interrogazione, chiedo a Zingaretti di instaurare un dialogo costruttivo con la Fondazione Santa Lucia che porti ad un accordo definitivo che risolva la crisi in cui versa la Fondazione stessa e far si che vengano garantite anche in futuro la qualità delle prestazioni e i risultati che l’Istituto è riuscito a raggiungere nei suoi oltre 50 anni di vita”.

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