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La tragedia in Puglia, «Errore umano o guasto. Impatto a 200 chilometri orari»

Lo scontro tra due treni di linea della Bari Nord avvenuto sul tratto a binario unico tra Ruvo di Puglia e Corato, 12 luglio 2016. ANSA/LUCA TURI

Lo scontro tra due treni di linea della Bari Nord avvenuto sul tratto a binario unico tra Ruvo di Puglia e Corato, 12 luglio 2016.
ANSA/LUCA TURI

Un errore umano o un guasto: questo dovrà accertare l’inchiesta aperta dalla procura di Trani sul disastro ferroviario avvenuto in Puglia dove due treni si sono scontrati frontalmente all’altezza di una curva tra le stazioni di Corato e Andria, provocando 27 morti e una cinquantina di feriti.
Al momento il fascicolo della Procura è stato aperto per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario a carico di ignoti. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Giannella e condotte dalla Polfer. Mentre sul luogo dello scontro si lavora ancora per estrarre i corpi di eventuali altri feriti e vittime, è presto – sottolineano gli inquirenti – per fare ipotesi concrete sulle cause del disastro. Fondamentale sarà la documentazione che la società di trasporti Ferrotranviaria sta raccogliendo in particolare nelle due stazioni di partenza dei treni, Andria e Corato. Il direttore generale della società che gestisce il trasporto Bari-Nord, Massimo Nitti, ha annunciato che è stata già istituita una commissione di indagine interna« e che «sono stati avviati interrogatori preliminari del personale». «Abbiamo acquisito i tracciati degli apparati centrali – ha detto Nitti – sono stati ritirati i registri dei fonogrammi delle due stazioni e le registrazioni delle telefonate del personale coinvolto». «Poi – ha aggiunto – metteremo le cose in fila per capire cosa non è andato e perché entrambi i treni sono partiti». Una cosa è certa: «uno dei due treni è di troppo, non doveva essere lì. Tutta la documentazione sarà messa a disposizione della magistratura inquirente. Indicazioni arriveranno anche dalle scatole nere dei due convogli per capire a che velocità viaggiassero e se sia stata tentata una frenata».

«Si tratta di convogli modernissimi – ha detto Nitti – uno del 2005 e l’altro del 2009, dotati di sistemi frenanti efficienti». «La sfortuna ulteriore – ha aggiunto – è stata che lo scontro è avvenuto in curva, quindi nessuno dei due macchinisti è riuscito ad attivare in tempo il sistema frenante. Se fosse avvenuto anche 200 metri più in là avrebbero fatto in tempo a frenare». Oltre all’inchiesta penale e a quella interna all’azienda, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, che si è recato sul posto, ha annunciato che sarà istituita una «commissione di indagine» sulla tragedia. Domani pomeriggio, inoltre, il ministro riferirà nell’Aula del Senato sulla vicenda.

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