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Quel treno non doveva partire dalla stazione di Andria

Il treno partito da Andria che, dopo circa dieci minuti, si è scontrato con quello proveniente da Corato, non sarebbe dovuto partire. E a provocare lo scontro sarebbe stato un errore umano, ma sarà necessario capire da cosa sia stato determinato. E’ quanto ritiene di aver accertato finora la procura di Trani che ha sottoposto a sequestro l’area dell’incidente.

Lo scontro tra due treni di linea della Bari Nord avvenuto sul tratto a binario unico tra Ruvo di Puglia e Corato

Lo scontro tra due treni di linea della Bari Nord avvenuto sul tratto a binario unico tra Ruvo di Puglia e Corato

Il tragico bilancio è di 23 morti e 52 feriti della tragedia avvenuta martedì mattina intorno alle 11.30. Tra i feriti, 24 sono attualmente ricoverati, otto dei quali in prognosi riservata, tra cui il piccolo Samuele che compie oggi 7 anni e che era con la nonna, morta nell’incidente ferroviario. Non ci sono dispersi. I dati sono stati ufficializzati in una conferenza stampa del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dal prof.Franco Introna (Medicina Legale).

I vigili del fuoco che stavano lavorando sui rottami dei due treni, hanno terminato il loro intervento. Tutti i vagoni sono stati rimossi e nessun altro corpo è stato rinvenuto durante le ultime ricerche.

“La sicurezza della tratta coinvolta dall’incidente è regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la gestione ed è tra i sistemi meno evoluti e piu’ a rischio di regolazione della circolazione ferroviaria”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, nella sua informativa alla Camera sullo scontro tra treni in Puglia.

Appartengono a Luciano Caterino, 37 anni, originario di Corato (Bari), i resti umani trovati a bordo del convoglio giallo, quello proveniente da Bari, di cui era il macchinista. L’uomo nell’impatto è rimasto dilaniato. L’altro convoglio era guidato da Pasquale Abbasciano, di Andria, l’altro macchinista di questa tragedia, anche lui deceduto nello scontro. L’equipaggio dei due treni era composto da un macchinista e da un capotreno per ogni convoglio.

Sono 5 i magistrati che fanno parte del pool che si occuperà delle indagini sul disastro ferroviario di Corato-Andria. Oltre al Pm facente funzioni, Francesco Giannella, il pool è composto dai pm Antonio Savasta, Simona Merra, Marcello Catalano e Michele Ruggiero. Quest’ultimo è noto per aver indagato in distinti procedimenti la Deutsche Bank di Francoforte e due agenzie di rating (Standard & Poor’s e Fitch) per manipolazione del mercato, e per aver svolto indagini (delle quali è stata poi chiesta l’archiviazione) sulla presunta correlazione tra vaccini e autismo.

All’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari alcuni parenti volevano entrare ma il personale ha chiesto di fare entrare solo due congiunti. “Dobbiamo vedere i nostri cari che sono morti – hanno urlato i parenti spingendo per entrare – dobbiamo stare tutti vicini”. A quel punto il personale ha provato a chiudere le porte ma appena una delle ante è stata socchiusa, molte persone hanno urlato “vergogna”, e in lacrime hanno detto “non è possibile essere trattati così, abbiamo i nostro morti là dentro”. Poco dopo la situazione è tornata alla normalità e le porte sono rimaste aperte. Tra i parenti in attesa anche il cognato della mamma di Francesco Tedone, 19 anni, morto nel violento impatto: “Stava tornando a casa – dice – era andato a trovare un’amica”.

Tanti i messaggi di solidarietà dall’estero, da Papa Francesco a Vladimir Putin. “Una tragedia inammissibile”, per il capo dello Stato Sergio Mattarella. “Bilancio assurdo e inaccettabile”, ha scritto il premier Matteo Renzi su Facebook, dopo essersi recato in Puglia.

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