| categoria: Latina, Senza categoria

LA MAPPA DEGLI STRANIERI/ Romeni a Aprilia, indiani a Sabaudia, marocchini a Priverno e cinesi a Latina

Chi sono gli stranieri che cercano fortuna in provincia di Latina? Che lavoro svolgono e quali città scelgono? Secondo l’ultima rivelazione Istat, relativa ai primi mesi del 2016, il territorio appare diviso, in maniera netta, in almeno due diverse sfere di influenza: i romeni scelgono le città del nord, in particolare Aprilia (5.201 residenti), Latina (4.756), Sezze (2.357) e Cisterna di Latina (1.178); gli indiani scelgono invece il centro sud e città come Terracina (1.922), Sabaudia (1.835) e Pontinia (1.129). Gli uni vengono chiamati dai connazionali per lavorare soprattutto nelle imprese edili e nei cantieri (le donne si occupano di pulizie e anziani), i secondi come braccianti nel mondo agricolo ma, in entrambi i casi, vengono a svolgere quelle attività che nessun italiano sembra più voler fare. Diversissime ma afflitte da problemi affini, la comunità indiana e quella romena molto spesso non si integrano, né tra loro né con la popolazione del posto, facendo sfumare il sogno, forse troppo ambizioso, di un territorio multietnico. Mentre i dati relativi a chi arriva dalla Romania, essendo cittadini comunitari, sono sempre molto trasparenti, il numero degli indiani sul territorio pontino è praticamente impossibile da quantificare e si stima che sia quasi doppio rispetto al rilevamento ufficiale. Secondo i dati Istat, senza contare l’esercito degli irregolari naturalmente, sono 48.230 gli stranieri residenti in provincia di Latina, pari all’8,4% della popolazione, di cui 19.248 romeni (39,91%) e 10.003 indiani (20,74%) ai quali si sommano 979 bengalesi e 444 pachistani.

I cinesi cercano fortuna nel capoluogo
Ci sono poi i cinesi, una piccolissima comunità in veloce crescita, molto più interessata a fare affari che a stabilizzarsi sul territorio. Pur essendo appena 736 persone, pari all’1,53 della popolazione pontina, questi laboriosi imprenditori fanno affari importanti vendendo in Italia prodotti importati dalla Cina e rispendendo nella madre patria gran parte delle ricchezze accumulate. Oggetti per casalinghi, elettronica e abbigliamento i settori di vendita più gettonati ma non manca chi accumula vere e proprie fortune facendo massaggi sulle spiagge più rinomate. C’è Lin, nome di fantasia, che ci ha raccontato di percorrere in lungo e in largo il litorale da maggio a settembre, guadagnando anche 300 euro al giorno con sedute da 10 minuti l’una. A fine estate se ne torna in Cina e trascorre l’inverno giocando a tennis e mangiando in ristoranti lussuosi. Meno fortunata Ju, altro nome di fantasia, perché il suo negozio di casalinghi è meno remunerativo ma spegnendo la luce quando i clienti non ci sono, rinunciando a qualche scontrino e alzando un po’ i prezzi riesce a inviare ogni mese diverse centinaia di euro alla sua famiglia. La città più appetibile per la comunità cinese, raddoppiata in poco più di cinque anni, resta il capoluogo (269 persone) ma il fenomeno è in via di espansione anche in comuni più piccoli.

La comunità più popolosa di marocchini è a Priverno
La comunità di marocchini più popolosa della provincia, strano ma vero, si trova invece a Priverno: 296 residenti regolari nella cittadina lepina a fronte di un totale sul territorio pontino di 1503 persone (3,12% del totale degli stranieri). La nascita di questo nucleo si deve, probabilmente, alla presenta dei centri di accoglienza che offrono agli immigrati gli strumenti per una prima veloce integrazione. Chi riesce a stabilirsi lavora soprattutto nei mercati settimanali, settore particolarmente fiorente in provincia di Latina, chi non è così fortunato si guadagna invece da vivere come vucumprà. La nascita di questa piccola grande comunità, raddoppiata nell’arco di cinque anni (da 143 unità nel 2010 a 296 nel 2015) è piuttosto recente.

Indiani in migrazione da Anzio a Nettuno
Un caso piuttosto singolare è rappresentato dalle città di Anzio e Nettuno, la prima interessante dal punto di vista lavorativo per gli indiani, la seconda per i romeni. Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando: ad Anzio, dove risultano residenti 1325 asiatici provenienti perlopiù dalla regione del Punjab, si è registrata una riduzione di questa comunità dal 10,7%. Il fenomeno contrario sta invece interessando Nettuno dove, fino a qualche tempo fa, la presenza degli indiani sul territorio era praticamente nulla mentre, soltanto nel 2015, è aumentata del 35,6% rispetto all’anno precedente. Il movimento migratorio che si sta velocemente concretizzando, dunque, sembra il trasferimento di massicce quantità di asiatici da Anzio – città in cui la percentuale di stranieri è da anni al di sopra delle medie regionali e nazionali (11,3%) – a Nettuno, dove la comunità più popolosa continua ad essere quella romena.

Ti potrebbero interessare anche:

Lazio da bollino rosso, fuorilegge il 75% dei prelievi di Goletta Verde
SANITA'/Il Governo autorizza anticipazione di finanziamento per cinque regioni
IL PUNTO/ Tronca dopo Tronca, Roma avrà ancora bisogno di lui
Italia addio. Gli azzurri regalano la semifinale alla Germania
DIETRO I FATTI/ Purchè Bebe Vio non diventi un alibi
TEATRO/ I Pagliacci di Lavia, storia di un femminicidio



wordpress stat