| categoria: Roma e Lazio

Scontro sul piano anti camion bar

1860696_camionbar Dopo i rifiuti, il decoro. Il Campidoglio accelera su un’altra piaga della Capitale: l’abusivismo commerciale, giungla dalle mille sfaccettature. Un annuncio già visto in passato con altre amministrazioni e mai portato a termine, seppur con risultati diversi a seconda delle giunte. A proclamare la stretta è l’assessore al Commercio Adriano Meloni, fresco di polemica sui camion bar, resuscitati (a parole) dopo l’allontanamento dal Tridentino voluto dalla giunta Marino. E sulla quale conferma una posizione dialogante con le lobby che gestiscono il business. Adesso la nuova apertura parla di «strutture fisiche più decorose». E cioè quindi le apette vintage proposte da Alfiero Tredicine? Il Pd e il I Municipio (sempre a guida dem) mettono in guardia il Comune. «La precedente amministrazione fece un ottimo lavoro sul decoro e sui camion bar – dice Michela Di Biase, capogruppo del Pd – non si può smantellare un atto positivo come questo che ha migliorato la fruibilità dei monumenti più belli del centro storico». Ancora più diretta Sabrina Alfonsi minisindaco del Centro Storico: «Non si può tornare indietro in nessuno modo sia per il decoro sia per non ridare fiato alle lobby che gestiscono questi affari. Serve pianificare da ora tutto il commercio sulle aree pubbliche, come ci impone la legge».

«La polizia locale ha elaborato un piano di attacco che ci verrà presentato martedì – spiega Meloni – e su cui noi faremo le nostre valutazioni. Punteremo su un’unità speciale, di 300-400 uomini, che si occupa solo di abusivismo. E vogliamo che abbiano tutte le informazioni». Il Comune dunque punta a un censimento, una «mappa» del degrado, che passa dai tavolini selvaggi in centro ai venditori ambulanti e arriva alle bancarelle posizionate fuori dagli spazi e magari, anzi soprattutto, senza licenze. Fino ai camion bar, pronti a ritornare da dove erano stati cacciati, almeno secondo le dichiarazioni della famiglia Tredicine. Anche su questo aspetto l’uomo della Raggi delegato al commercio e al turismo prova a correggere di nuovo il tiro sulla forma ma apre sulla sostanza: «I camion bar? Laddove sostano illegalmente verranno allontanati, laddove invece sottostanno alle regole – che abbiamo ereditato – saranno oggetto del tavolo sul decoro – risponde -. Qui raccoglieremo i pareri dei municipi, dei diretti interessati e delle sovrintendenze. Se si possono spostare lo faremo, altrimenti si possono studiare strutture fisiche più decorose affinché non siano un pugno nell’occhio».
Ma come si muoverà questa nuova task force di caschi bianchi annunciata dal Campidoglio? Bisogna prima partire dai numeri. La strategia potrebbe essere questa: unificare i gruppi speciali dei vigili urbani. Ovvero il Gssu (250 uomini), lo Spe (circa 60) e i Pics (50). Una soluzione ben vista anche dal corpo che fa il tifo per la «soluzione Di Maggio». Gli agenti vorrebbero un comandante operativo per guidare questa nuova squadra.
«Il vero problema non è l’abusivismo, che pure c’è e va contrastato con rigore, ma le migliaia di licenze e permessi di ogni genere rilasciati e che si continuano con ogni mezzo e stratagemna a rilasciare, a danno degli interessi pubblici della città – spiega il consigliere del I Municipio, Nathalie Naim – L’area archeologica dei Fori, Colosseo e Palatino, piazza Venezia, il Tridente sono stati liberati lo scorso luglio dopo mille battaglie e un grande lavoro della passata amministrazione e degli uffici da circa 55 banchi, 22 camion bar. Tutti i ricorsi sono stati rigettati dai tribunali. Occorre andare avanti con il lavoro per la tutela dei nostri beni culturali e non tornare indietro. Lo dico senza timore nonostante la denuncia penale che è stara sporta nei miei confronti a scopo intimidatorio». I residenti del centro storico la pensano allo stesso modo: «È impensabile cancellare una vittoria raggiunta dopo anni. Dopo aver liberato dai paninari intere aree – spiega Rossella Campagna – non si può certamente fare marcia indietro».

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