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D’Alema, l’ammazza-Renzi alla corte di Cairo

Uno spettacolo vedere Massimo D’Alema in piena forma a menare fendenti stimolato dalle due “jene” di “In onda”, la trasmissione fintamente corsara de La 7. Difficile pensare che le cose avvengano per caso. Urbano Cairo ha appena conquistato il Corriere della Sera sbaragliando gli avversari grazie al potente aiuto di alcuni poteri forti (Banca Intesa, ad esempio) che sono piuttosto freddini nei confronti dell’inquilino di Palazzo Chigi. Non si fa una mossa del genere senza un obiettivo strategico preciso, senza essere “pro” o “contro” il governo. Cairo è il proprietario di La7, che con Mentana e Crozza non è certo stata tenera con il premier. Ora ha dato carta bianca a D’Alema, il più duro, autorevole, carismatico avversario di Renzi all’interno del Pd. E D’Alema ha praticamente distrutto, con affermazioni taglienti, ironiche, sarcastiche il giovane politico che ha osato “rottamarlo”. Un’ora di affermazioni forti, di critiche puntigliose, di beffarde sottolineature. Raramente si è assistito asd una requisitoria così incalzante e beffarda in televisione. I due conduttori di “In onda” chiamano talvolta Bersani, lo inducono a liberarsi dai sassolini nelle scarpe e gongolano di fronte alle colorite metafore dell’ex segretario del Pd. Il quale comunque dà sempre risposte liftate, sottolineando sempre la fedeltà alla casacca ed evitando di affondare la lama delle critiche. D’Alema no, lui va giù diretto e sottolinea la scarsa umanità politica di Renzi, la scarsa coerenza, il suo machiavellismo che nasconde la mancanza di una strategia politica. Un’ora di attacchi è dura da mandar giù, e la scelta di D’Alema potrebbe nascondere qualcosa. Lui è politico sottile, esperto, le sue parole sono pietre. E se è partito a testa bassa all’offensiva c’è da stare in guardia. A proposito di “rottamati”, se D’Alema rifiuta il pensionamento politico anticipato e gioca la sua partita fuori dal Parlamento, Urbano Cairo pur confermando alla direzione del CorSera il buon Fontana sta pensando di richiamare in servizio al vertice della Rcs Ferruccio De Bortoli, vittima di scarsa sensibilità alla causa renziana.

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