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Migranti: profugo assistente in un centro estivo, madre ritira bimbo

Primo giorno di scuola

Primo giorno di scuola

Le foto delle gite ai parchi faunistici della zona, i bagni in piscina, le gare di corsa nei prati. E’ colorata e allegra la pagina Fb che la cooperativa Il Melograno, ha aperto per aggiornare e tenere informati sulle attività del centro estivo per bambini dai 3 ai 14 anni, di Peschiera Borromeo, una ventina di chilometri da Milano. Un’allegria che in questi giorni è stata oscurata dall’ombra di una polemica, innescata da alcuni genitori, quando hanno saputo che tra gli assistenti chiamati ad affiancare animatori ed educatori c’erano un paio di profughi nordafricani.

“Ritiro mio figlio dal centro estivo comunale, mi arriva un foglio che mi avverte che verranno inseriti 1-2 rifugiati: ora, va bene tutto, ma devono per forza essere inseriti dove ci sono bambini e servirebbe personale specializzato?”, ha scritto una mamma il 19 luglio sul sito ‘Quelli che..Peschiera’, aperto un mese fa e indirizzato alla nuova amministrazione comunale (dal ballottaggio del 20 giugno è uscito vincente il sindaco di una lista civica). Un’altra mamma invece fa sapere che si riporterà il figlio a casa quando in ‘servizio’ ci sarà l’immigrato. Il batti e risposta diventa subito vivace e insistente. “Io la trovo una bella cosa – scrive Paola – proverò a spiegare a mio figlio il motivo per cui quelle persone hanno fatto tanta strada e ora giocano con lui..”.

Le polemiche escono rapidamente dalla cerchia dei genitori. Al punto che devono intervenire con una nota ufficiale, pubblicata sul sito del Comune, sia l’assessore Antonella Parisotto, titolare della delega dei servizi alla persona, che la stessa Cooperativa. “L”Amministrazione ha piena fiducia nella capacità degli operatori del Melograno che con professionalità stanno gestendo il centro estivo – ha dichiarato l’assessore – e che parallelamente sono titolari di una gestione di accoglienza per migranti autorizzata dalla Prefettura di Milano”. Proprio da questa struttura arrivano i due nuovi ‘assistenti’ del centro estivo, due ragazzi della Guinea, poco più che ventenni, con lo status di rifugiati. “La cooperativa cerca di inserire i profughi in attività di volontariato ai fini di integrazione nel territorio dove risiedono – affermano i responsabili della Cooperativa – e per alcuni di loro abbiamo pensato al centro estivo, per attività che non saranno ovviamente mai a sostituzione del personale incaricato ma solo a suo supporto: ad esempio non partecipano nè alle gite né alle giornate in piscina”. Le precisazioni sembrano placare le polemiche. “Sono stata fraintesa – scrive in serata la mamma che ha ritirato il figlio – volevo solo essere informata, credo che continuerò a mandare il mio bambino al centro estivo”.

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