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Polonia, arrestato iracheno con esplosivi. Fra pochi giorni arriva il Papa

In Polonia un uomo di nazionalità irachena trovato in possesso di esplosivi è stato arrestato a Lodz, città dell’area centrale del Paese. La portavoce della Procura locale, Beata Marczak, ha dichiarato che la quantità di esplosivi trovatagli addosso è “minima, non sufficiente a provocare un’esplosione”.

Giovedì scorso l’iracheno, 40 anni, è stato interrogato da agenti dei servizi mentre la sua camera veniva perquisita. L’iracheno è stato poi posto in stato di detenzione preventiva per due mesi. Al momento, fa sapere la Procura, “non vi sono elementi per accusarlo di terrorismo”. Ma rischia comunque otto anni di reclusione se dovesse essere riconosciuto colpevole di detenzione illegale di sostanze esplosive.

Sull’arrestato è in corso un’inchiesta sotto la supervisione dell’Agenzia per la sicurezza interna polacca. Si indaga in particolare sulla sua identità, perché l’iracheno aveva con sè documenti eccessivamente “basici” e viveva in Polonia senza un indirizzo permanente, ha spiegato un portavoce del tribunale di Lodz.

Secondo il canale tv privato Polsat News, l’uomo aveva con sè delle note sui preparativi di “atti terroristici” il cui obiettivo sarebbero stati principalmente “esercizi commerciali francesi” in Polonia. In passato, riferisce ancora Polsat News citando fonti non ufficiali, l’iracheno ha vissuto per qualche anno in Svizzera, poi era stato respinto dalla Svezia arrivando in Polonia qualche settimana fa.

L’arresto precede di qualche giorno il viaggio in Polonia di papa Francesco per la celebrazione dell’annuale Giornata Mondiale della Gioventù. Il raduno, per il quale sono in arrivo in Polonia migliaia di ragazzi da tutto il mondo, si tiene a Cracovia dal 25 al 31 luglio. Per la protezione del Pontefice e dei giovani sono stati mobilitati più di 40mila uomini.

Tracce di esplosivo, secondo, i media polacchi, sono state trovate anche a Cracovia, dove l’arrestato avrebbe recentemente soggiornato. Per il ministro dell’Interno Mariusz Blaszczak non esiste un problema sicurezza intorno all’evento. “Le misure già adottate sono sufficienti”.

Lo stesso ministro Blaszczak ha affermato che dal 4 luglio, giorno in cui la Polonia ha introdotto temporaneamente controlli alla frontiera in vista anche del summit della Nato tenutosi a Varsavia l’8 e 9 luglio, la polizia di frontiera ha negato l’ingresso nel Paese a 200 persone.

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