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Rissa Campidoglio-Ama, saltano subito i vertici dell’Azienda

E’ rissa tra Campidoglio e Ama. Come non era mai successo in passato. La provocazione dell’assessore all’Ambiente concretizzatasi con il blitz nella sede di via Calderon e con la litigata in diretta con il presidente Fortini, il botta e risposta con il sindaco Raggi avvelenata e decisa a fare saltare il banco. La rivoluzione grillina passa anche per questo approccio “muscolare”. Il vertice dell’Ama dunque salta, il presidente se ne va, mentre il Campidoglio insiste per portare più rifiuti negli impianti di Cerroni. Tutto questo avviene mentre la Capitale è ricoperta dai rifiuti. Da sapere: ogni giorno centottanta camion partono da Roma per portare i rifiuti in altre regioni. Si spendono 250 milioni di euro all’anno per questi viaggi. Le altre grandi città europee smaltiscono all’interno dei propri confini il 90 per cento dei rifiuti che producono, Roma solo il 36 per cento. Infine: anche se la differenziata ha raggiunto una percentuale buona, sopra il 40 per cento, è comunque inferiore alla tabella di marcia che Roma si era data e non sono stati realizzati gli impianti per lavorare i materiali riciclati. In questo scenario, i marciapiedi sono ricoperti da cumuli di sacchetti di spazzatura e c’è un signore che a novembre compirà 90 anni che se la ride: si chiama Manlio Cerroni, per quattro decenni ha gestito quasi in esclusiva il business dei rifiuti grazie alla discarica di Malagrotta ed è imputato in un processo ancora in corso. Ma è da lui che la giunta 5 Stelle andrà a bussare per risolvere il problema.

L’assessore all’Ambiente, Paola Muraro, infatti, ha chiesto di portare una parte dei rifiuti che Roma non riesce a smaltire, nel tritovagliatore di Rocca Cencia. Di proprietà di Cerroni, anche se formalmente affittato a un altro imprenditore. Va ricordato che Cerroni già tratta, in due impianti di Malagrotta, 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno, quasi la metà dell’indifferenziato che produce Roma. Il presidente dell’Ama, Daniele Fortini («le mie sono dimissioni vere») ieri si è ribellato alla indicazione del Campidoglio: «Io devo rispettare la legge. Posso portarli nel tritovagliatore, solo se la Regione fissa la tariffa, altrimenti serve la gara In alternativa, deve esserci una ordinanza firmata dal sindaco Raggi o dalla Regione. Io so solo che il primo giugno ho scritto una lettera alla Regione su questo tema, ma non ho ricevuto risposta». La Muraro addirittura denuncia che i terroristi potrebbero nascondere delle bombe tra i rifiuti abbandonati. Siamo in piena estate, con una parte dei romani in ferie e dunque una produzione di spazzatura ridotta. Molti quartieri sono ancora sporchi, vicino ai cassonetti ci sono montagne di sacchetti mai raccolti, anche in centro vicino ai cestini strapieni i turisti non di rado s’imbattono in alcune piccole discariche. A oltre un mese dal suo insediamento, il sindaco Virginia Raggi si sta rendendo conto che sulla città ricoperta dai rifiuti rischia di giocarsi la luna di miele con i romani. E ieri l’assessore Muraro ha svolto un blitz a sorpresa nella sede dell’azienda, un poco teatrale, con tanto di diretta Facebook (trasmessa sull’account del Movimento 5 Stelle, non su pagine istituzionali) per accusare il presidente dell’Ama, Daniele Fortini, e gli altri dirigenti. «Non me ne vado di qui fino a quando non sarà scritto un piano serio di interventi per pulire Roma». La Muraro – che pure per dodici anni è stata consulente dell’Ama – ha processato i vertici dell’azienda, chiedendo che apparissero in diretta Facebook anche i capi area, ha denunciato il fatto che la raccolta della carta non funziona, l’appalto degli ingombranti è bloccato. Ma poi è arrivata al vero nodo: gli impianti. Fortini ha ripetuto: «Io l’ho spiegato anche alla commissione parlamentare, fino a quando non si realizzano gli impianti, saremo sempre a rischio emergenza».
Roma non ha neppure una discarica, deve mandare al nord perfino buona parte della frazione umida della differenziata. L’indifferenziato, circa 2.800 tonnellate al giorno, deve passare per degli impianti di trattamento che però sono insufficienti. Due, come detto, sono di Cerroni a Malagrotta; altri due sono dell’Ama, ma sono malandati e contestati dalla popolazione, in via Salaria e Rocca Cencia. «Devono essere svuotati – ha insistito la Muraro – in particolare quello di via Salaria va chiuso». Bene, ma poi che si fa in autunno, se già oggi i rifiuti sono per strada? Da novembre una parte di spazzatura indifferenziata potrà andare in Germania sulla base di un appalto già assegnato, ma secondo la Muraro – e dunque secondo il sindaco 5 Stelle – bisogna usare anche il tritovagliatore di Cerroni a cui Fortini non ha mandato più rifiuti perché giudicava troppo altre le tariffe. Muraro: «Non mi interessa Cerroni, la fattura va fatta a Porcarelli (l’imprenditore che ha preso in affito l’impianto)».
«La discarica di Malagrotta potrebbe riaprire». A confermare questa possibilità è il presidente (uscente) dell’Ama, Daniele Fortini, a cui replica subito via Twitter la sindaco Raggi: «Malagrotta non riapre, si bonifica e abbiamo pronta una delibera. A proposito di profezie, Tmb a Roma pieni da ottobre, Fortini dove era?».
«Cerroni – afferma Fortini – ha sempre detto che ha a disposizione 250mila metri cubi per ospitare rifiuti che corrispondono a 300mila tonnellate». E poi aggiunge: «Il 4 agosto convocherò l’assemblea di Ama: al primo punto dell’ordine del giorno ci sarà la presa d’atto delle dimissioni del cda e, al secondo punto, la nomina del nuovo organo amministrativo dell’azienda. Spero che l’amministrazione capitolina sia in grado di nominare i nuovi vertici». «Abbiamo aspettato in modo collaborativo che l’amministrazione prendesse una decisione e io resterò fino a quando la legge mi obbliga», ha concluso.

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