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Musica: tempo di festival tra megaraduni e città d’arte

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L’estate è per molti la stagione dei grandi raduni musicali all’aperto, ma dopo anni in cui sono state privilegiate le lunghe rassegne come Lucca Summer Festival o gli eventi all’Ippodromo Capannelle di Roma, i festival alla maniera del classico Glastonbury o del moderno Coachella sembrano tornati alla luce. Ogni appuntamento segue una sua filosofia, sia per la formazione del cartellone sia per la location e i suoi eventuali servizi: il più classico dei raduni in questo senso è quello che sceglie una grande area all’aperto dove collocare più di un palco sui quali la musica procede ininterrotta dal pomeriggio alla notte, offrendo in genere al pubblico la possibilità di accamparsi a pochi passi dall’arena concerti.

Il primo grande appuntamento estivo di questo tipo è stato l’I-Days Festival, tenutosi dall’8 al 10 luglio nel Parco di Monza: fra il bosco brianzolo e l’autodromo 50mila persone si sono riunite per ascoltare Sigur Ros, Paul Kalkbrenner, Biffy Clyro, Suede e nuovi fenomeni del pop elettronico inglese come Lapsley e Shura.

Un altro evento di questo genere che approfitta anche di una collocazione urbana sarà l’Home Festival di Treviso (1-4 settembre): nell’area della Dogana a due passi dall’aeroporto trevigiano la rassegna di quest’anno punta su una line-up ad ampio spettro, tra diverse generazioni di elettronica (il big beat aggressivo dei The Prodigy e la house popolare di Martin Garrix) e diverse anime di rock (quella malinconica degli Editors e quella sfacciata degli Eagles Of Death Metal), tanti nomi italiani di culto, da Vinicio Capossela a Max Gazzè, da I Cani a Il Teatro degli Orrori, e il rap di Fabri Fibra o di Salmo fino al duo di violoncellisti pop 2Cellos. Il festival, premiato come miglior raduno musicale agli Onstage Awards 2016, segue l’idea di una scorpacciata di musica da vivere per quattro giorni in un villaggio festivaliero attrezzato, mentre altri eventi cercano dimensioni più a misura d’uomo, facendo incontrare piccole città e ascoltatori.

Se Collisioni a Barolo (Cuneo) è un esempio molto pop di questo modello, grazie a nomi come Elton John, Mika e Marco Mengoni abbinati a un approccio da evento enogastronomico con degustazioni e incontri, altri festival rendono la compenetrazione tra musica e realtà cittadina ancora più forte con line-up molto originali. È il caso del Siren Festival di Vasto (Chieti), che nella terza edizione in chiusura domani propone un viaggio musicale fra le location della città abruzzese: come Piazza del Popolo che ospita i concerti principali (Editors, Notwist, I Cani, Calcutta), il cortile del secentesco Palazzo D’Avalos con eventi di culto (Lee Ranaldo, Thurston Moore e Adam Green), e poi la scenografica porta sul mare dell’ex chiesa romanica di San Pietro, la cattedrale neogotica che ospiterà lo show di Josh T. Pearson e infine la spiaggia che affaccia sulla celebre costa dei trabocchi.

Un altro evento immerso nella storia è Ypsigrock, a Castelbuono (Palermo) dal 4 al 7 agosto: giunto alla ventesima edizione, il festival siciliano non smentisce la sua tradizione di cartelloni ricchi di date uniche e artisti di culto con il duo elettronico canadese Crystal Castles, da Londra gli indie-rocker The Vaccines e il folk mistico ed elettronico dei Daughter, le leggende grunge Mudhoney, il post-punk nostalgico e vorticoso delle Savages, il supergruppo britannico Minor Victories composto da membri di Slowdive, Editors e Mogwai o il duo elettronico islandese Kiasmos. Allo stesso tempo Ypsigrock rievoca il passato di Castelbuono non solo con il gioco di parole che riprende il vecchio toponimo bizantino Yspigro, ma organizzando i concerti nella piazza antistante il Castello dei Ventimiglia, imponente costruzione del 1317 che incorpora elementi di architettura araba, normanna e sveva, secondo una combinazione di arte e musica esclusiva nel paesaggio del parco delle Madonie che ha portato non a caso questo raduno a vincere come miglior festival negli Onstage Awards 2015.

Anche Ypsigrock propone soluzioni per il campeggio ai suoi spettatori, affiancando la vita da festival all’esplorazione dei dintorni palermitani, altri appuntamenti estivi puntano invece su una vera immersione urbana: è il caso del torinese TOdays Festival (26-28 agosto), che colloca gli artisti del suo cartellone indie ed elettronico fra lo sPAZIO 211 (M83, The Jesus and Mary Chain, Goat) altri luoghi della Torino post-industriale come il Parco Aurelio Peccei o l’ex fabbrica Incet che ospiterà il regista e compositore John Carpenter, i belgi Soulwax e i Cani, e poi il Museo Ettore Fico e la Galleria Gagliardi e Domke, in un’esperienza che fa vivere la città secondo regole diverse da quelle del tran-tran feriale. La stessa fuga che i milanesi potranno ricercare nella quarta edizione di Unaltrofestival (1-2 settembre) nel Circolo Magnolia sulle rive dell’Idroscalo con la musica di Daughter, Editors, The Strumbellas, I Ministri e molti altri ancora, prima dell’inevitabile ritorno in ufficio.

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